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Benvenuti nella mia raccolta di pensieri e sensazioni. Ogni articolo è un viaggio, una riflessione sulla vita, le passioni e le emozioni. Spero che queste parole possano suscitare in voi reazioni, ispirazione e coinvolgimento. Un piccolo spazio per condividere e confrontarsi. É nato da una ferma scelta di voler lasciare una traccia, qualche racconto e aneddoto sulla mia vita, non sarà presente nei motori di ricerca per una scelta ben precisa. Buona lettura!

Vita: un viaggio di scoperta
Esploriamo insieme le sfaccettature della vita, con i suoi alti e bassi. Cerchiamo di trovare ispirazione e significato nei momenti quotidiani. Ogni articolo è un invito a riflettere e a condividere le proprie esperienze.

Emozioni: il linguaggio del cuore
Le emozioni ci connettono gli uni agli altri. Attraverso le parole, cerchiamo di dare voce ai sentimenti che ci attraversano, condividendo gioie e dolori.
Una CATASTROFE non é sempre una catastrofe
Il 9 novembre di 4 anni fa è accaduto qualcosa.
Ho ricevuto una notizia che è stata lo stesso che sbattere con I'auto a 200km/h contro un muro. Resti lì paralizzato mentre le lacrime iniziano a scenderti lungo il viso senza alcuna possibilità di fermarle, sei inerme e schiacciato sotto ad una turbolenza emotiva senza precedenti. Ci sei dentro, nessuno ti può salvare! Una notizia di una forza titanica che non prevedeva di perdersi d'animo, non prevedeva né sconforto né arresa, ma solo di attivare autocontrollo, coraggio e di restare sul pezzo con i piedi per terra!
Una notizia non può scrivere il nostro destino. Eh no cazzo. Cosa siamo, manichini?! No. Bisogna lottare, bisogna avere la volontà di superare la dichiarazione di guerra che ci ha mandato il nostro corpo, forse esausto, forse danneggiato da quanto freneticamente viviamo, e chi lo può dire?
lo non volevo e non potevo arrendermi. Ho trovato rifugio nel "non pensare", per tantissimo tempo non ho pensato, vivevo quello che mi capitava, ascoltavo quello che mi veniva detto, facevo quello che dovevo senza pensare, senza pormi domande, la mente era completamente libera, vuota, I'ho sgombrata e ripulita da ogni pensiero.
Da quel momento sono iniziati nuovi incontri fatti di persone che per lavoro scelgono di stare accanto a chi da solo non ce la fa, accanto a chi ha bisogno di conforto costante, di un SORRISO. Oddio, se ci ripenso, quante volte ho sorriso in quel periodo, ho incontrato delle potenze di affetto, di simpatia, ho incontrato delle presenze! Avete capito bene, PRESENZE persone che ti sono accanto realmente, che restano, sulle quali puoi contare. Vi è mai capitato? Riuscite a capirmi? Siamo circondati da "apparenze" invece, in quella fase, io ho trovato solo "presenze", persone che per scelta avevano deciso di esserci e di prendersi cura del prossimo. Non è poco. E sorridere era la medicina giusta, perfetta, adeguata in quel momento per sopportare tutto, per poter vivere tutto con delicatezza. senza ansie e traumi. Non ero sola. Non sentirmi sola era la chiave di tutto. Ero circondata da anime buone, anime che han fatto di tutto per supportarmi, per aiutarmi, per rendere il momento, il soggiorno leggero! Quanto è importante avere accanto le persone giuste al momento giusto? Per me è determinante.

Come una piuma..
Quando nella vita attraversi burrasche, non sempre, ma certi percorsi che sei costretto a seguire per far tornare il sereno, ti portano come conseguenza un'ipersensibilità. Non tutte le terapie, eh. La mia sì. Una conseguenza anche molto delicata sotto certi punti di vista e la vitamina B12 non deve mai mancare. Credo sia meglio e più potente di un qualsiasi psicofarmaco (non ne ho mai presi ma si sa quanto potenti siano) e quando affoghi, lei ti riporta in superficie in un batter d'occhio. Quindi, vuoi per necessità, vuoi per vivere e convivere nel XXI secolo, é diventata un'affezionata compagna di vita.
La sensibilità di una persona non dovrebbe mai essere sottovalutata: alle volte un gesto, una parola, un silenzio, un atteggiamento possono ferire, possono fare davvero male. Non I'ho cercata io tutta questa sensibilità, magari una predisposizione, ma mai a questi livelli. Eppure ora c'è. Bisogna conviverci e cercare di restare con i piedi per terra focalizzandosi sul fatto che si può venire a contatto con chiunque e quel chiunque non è uguale a te, bisogna accettarlo, o meglio accettare che esiste. Se è a te affine benvenga la crescita di un buon rapporto, altrimenti si lascia andare. Come dice il detto "vivi e lascia vivere" descrive in pieno ciò che voglio dire, altrimenti staremmo sempre a dispiacerci: una partecipazione emotiva e una sofferenza empatica delle quali non abbiamo bisogno. Non bisogna far troppo propria una situazione.
La sensibilità mi ha portato anche qualcosa di buono. Le piccole cose. Le cose semplici. Riesco a cogliere la semplicità delle cose. Riesco ad emozionarmi davanti a quelle piccolezze che prima non riuscivo a cogliere o più a cogliere, a causa della frenesia della vita. Il tempo cari miei lettori corre, passa così velocemente. É prezioso e non vale la pena sprecarlo, ogni attimo ha un valore e viverlo in pieno con tutto il cuore ci porta a provare una meravigliosa sensazione di momenti vissuti in pieno.
Non dobbiamo lasciarci sfuggire le emozioni. Emozionarsi non é piango dunque soffro, ma é far scendere lacrime di gioia dal nostro volto, é sentire il cuore battere forte, é incantarsi davanti a un fiore, alla scia di un aereo, al colore di un uccellino, al fulmine che rischiara la notte, al raggio di sole che trafigge le nuvole e va oltre, I'alba, il tramonto, le carezze, gli abbracci, i regali inaspettati, i messaggi inaspettati, i paesaggi, i colori, una stretta di mano, un sorriso, un apprezzamento, quando qualcuno ti chiede scusa, quando ricevi un invito, la musica, l'aria, il cibo, la gentilezza, la neve...continuate voi....la lista potrebbe essere infinita...
Io non ho paura
La paura. Ditemi che non avete mai provato questa emozione in vita vostra. Io tantissime volte. Un'emozione con tante sfaccettature. Se devo scegliere preferisco il secondo acrostico. Sicuramente però al primo mi sono fermata tante volte!
Una volta ne avevo tanta di paura, poi forse nel corso degli anni è diventata ansia, ma non credo di avere paura oppure riesco ad elaborarla bene poi scende nello stomaco e mi provoca crampi fortissimi...ecco sì, mi sa che è più giusto dire che si è andata a rintanare nel mio subconscio..c'è c'è. Meglio così mi metterà in allarme su qualcosa che altrimenti non noterei.
Voi avete paura di qualcosa? Normalmente la prima risposta da sobri è "Sì, della morte". Sembrerà strano, ma io non ci penso, o meglio ci penso ma non è una paura. Dovesse essere, l'affronto! Già ho continui batticuore per riuscire ad arrivare puntuale a casa per i miei figli, ad arrivare puntuale alla loro attività sportiva, arrivare puntuale al lavoro, arrivare puntuale all'altro mio lavoro, riuscire a fare la spesa, riuscire a dar loro una vita meravigliosa ed esserci sempre....insomma la mia paura più grande, da mamma, sta nelle piccole cose di vita quotidiana.. Sicuramente le mie paure più grandi sono il non ESSERCI più e l'IGNOTO ma le tengo chiuse in una scatola, non sarebbe vita altrimenti. Poi si sa che l'essere umano é fragile, basta un attimo, non si ragiona più e accade l'impensabile. Eh già, esci di casa e può accadere di tutto, ma si esce e si affronta. Le persone che si piangono addosso o che decidono di vivere in una bolla non riesco ad accettarle. Non ci guadagni niente e perdi tanto. Più sorridi e più la vita si allunga, ne sono convinta.
Alla ricerca della felicità
Spero sia scontato, chi é che non vuole essere felice? Quando sono felice mi sento così bene da non riuscirlo a spiegare in pieno. Quant'è bello essere felici! Già, ma non sempre é facile esserlo. In certi casi bisogna guadagnarsela, non é scontata, non é automatica... che poi, cos'è la felicità?!? Mi sento felice se.. Sono felice quando... sono certa che ognuno di noi darebbe risposte differenti. Io sono felice quando chi mi sta attorno è felice, sono felice quando i miei figli stanno bene e sono sereni, sono felice quando un bimbo mi abbraccia, sono felice quando nuoto, sono felice quando viaggio, sono felice quando vengo rispettata, sono felice quando sono insieme ai miei amici, sono felice quando qualcuno mi saluta, sono felice quando ammiro un paesaggio e intorno a me ci sono silenzi e spazi immensi, sono felice quando le persone mi fanno sentire la loro vicinanza, sono felice quando prendo delle decisioni, sono felice quando un bimbo autistico si fida di me e mi abbraccia, sono felice quando do una carezza a una persona anziana, sono felice quando auguro la buona giornata a qualcuno, sono felice quando qualcuno mi abbraccia, sono felice quando qualcuno conta su di me, sono felice quando realizzo che ho dei limiti e agisco di conseguenza, sono felice quando mi lancio col paracadute o mi arrampico su una parete, sono felice davanti ad una cena gourmet, sono felice. Sono felice anche quando sto male perché lo affronto, lo sopporto e lo combatto. Quando si è felici anche il nostro corpo si rilassa e lascia andare tutte le tensioni. Essere felici é quando non ci si perde d'animo. Mi viene in mente Buster Keaton in un suo cortometraggio "the high sign" risalente agli Anni 20, in una scena per sembrare felice e mostrare un sorriso, usava le dita, pollice e indice, per allargarsi manualmente la bocca. Ecco, quando non vi sentite bene, mettetevi davanti allo specchio, guardatevi e fate delle gag, vi assicuro funziona soprattutto per passare un po' sopra alla stanchezza o tristezza del momento! Cercate sempre di ESSERE e non SEMBRARE, fatelo per voi e per gli altri.
Le scelte
Se ne fanno tante, spesso, anche tutti i giorni. Ce ne sono di semplici e di impegnative. Negli ultimi anni ne ho dovute affrontare tante e non proprio facili da deglutire. 4 lauree, un'impresa individuale e una carriera all'apice in una catena alberghiera di livello, un brevetto appena ottenuto, lanci col paracadute, deltaplano, parapendio...etc, insomma mi sentivo ancora nel pieno della mia giovinezza e volevo fare, potevo fare tanto finché non ho dovuto arrestarmi. Alcune cose le ho dovute addirittura mollare, altre modificare, a fatica, con grandissima fatica ho dovuto fare i conti col mio fisico, con i miei limiti e non è facile per una come me che non è mai stata capace prima d'ora di star ferma sul divano! Veramente doloroso é aver dovuto lasciare i tati della piscina, avevamo un rapporto stupendo, era come se fossero miei, lì ho sofferto davvero tanto ma ci sono delle scelte obbligate, per te e per chi ti sta intorno che non deve assolutamente risentirne e subire ciò che ti sta capitando, anche se sotto certi aspetti diventa inevitabile.
Inutile certo piangersi addosso, tutto é possibile, basta volerlo, eh sì, volere é potere e tutto ciò che io desidero fare, lo desidero con tutto il cuore. Si può fare, certo che si può, poi se vi avanza di piagnucolare..io ho scoperto che più stavo ferma peggio stavo. Certo dovevo darmi dei tempi ma tante cose che mi sentivo di fare le facevo.. state tranquilli che prima o poi tutti ci fermeremo, e per sempre. Mi son fatta mezza Venezia a piedi con un solo polmone con visita pure al palazzo ducale e alle prigioni perché "qualcuno" lo desiderava tanto, mi son fatta un rifugio fino a 2500mt con tre o quattro insufficienze respiratorie, mi fermavo, soffrivo un po' e ripartivo. Caspita ce l'ho fatta! Poi ci è voluto qualche giorno per ripartire, ma non ho rovinato la giornata a chi era in mia compagnia e alla fine ho provato anche io tanta soddisfazione! Tutto si può fare, bisogna sapersi ascoltare, e provare, tentare, non mollare. Bisogna fare delle scelte a volte e alcune credetemi, si possono rivelare meravigliose! Un cambiamento non è sempre negativo, anzi. Bisogna imparare a guardare le tante sfaccettature di ogni situazione e trovare quella migliore perché c'è e potrebbe rivelarsi congeniale. Good luck!
Wonder woman o Tired woman
Chi è forte è stanco.
Le persone forti sono stanche perché combattono e alla fine sono sfinite.
Non credo di essere una persona forte, anzi l'esatto contrario, forse a differenza di altre persone mi faccio scivolare gli eventi. Circa. Coloro che hanno avuto il coraggio di prendersi gioco di me sono state immediatamente eliminate, posso incontrarle ma riesco a non vederle né sentirle, non ci sono. Per scelta, da qualche anno, mi sono completamente allontanata dalle persone e dai luoghi dove non mi sento a mio agio, dove percepisco falsità e distacco. Inizialmente non pensavo fosse la scelta giusta da fare, poi invece..ve la consiglio! É stato un modo di scoprire chi voleva starmi accanto e chi già c'era ma non lo vedevo. Sono tantissimi, non avrei mai pensato tutta questa sensibilità e tutta questa comprensione. Detta fra noi, non pensavo neanche di meritarle! Ricevere tutti i giorni dei "come stai" o un bacio, un abbraccio o ti trovi i regalini nella buca delle lettere o messi da parte al lavoro, a me riempie cuore e anima.
Spesso non arrivo alla pausa pranzo che ho bisogno di fermarmi, di stendermi, di riposarmi. Mi faccio flebo di caffeina altrimenti non arriverei a sera. Cerco di essere sempre attiva e camminare tanto, ma arrivo a casa esausta. Una vita tra ossigeno, flebo, ematomi, buchi, aghi, flebiti, crampi che ti fanno passare tutte le notti urlando e piangendo dal dolore, svenimenti...cos'altro?! Non penso di essere l'unica ma di poter stringere la mano a tante altre persone. Ahimè.
Date importanza ai tesori che avete, quelli veri e sinceri, quegli angioletti portatori d'affetto. Si guarisce più in fretta quando c'è benessere vicino a noi.
Viaggiare
Due dei miei esami preferiti all'università sono stati Antropologia Culturale alla Triennale e Storia delle tradizioni popolari e folklore. A memoria devo aver preso 30 ad entrambi o un 28 e un 30...chi copiava da me prendeva sempre 30, io meno...non si è mai capito e resterà un mistero. A parte ciò, voglio dirvi che i viaggi sono sempre stati al centro della mia vita, da sola, in compagnia, al gelo o al caldo, vicino o lontano, treno, pullman, auto, aereo, é sempre stato indifferente. Autostop mai fatto. Alle volte andavo a lavorare col trolley, o la sera prima del giorno di riposo pensavo a cosa fare l'indomani, prendevo il telefono e prenotavo Parigi, Londra.. Ogni volta vivo esperienze uniche e indimenticabili. Ricordi di viaggi che resteranno indelebili. I luoghi, i sapori, la lingua, le tradizioni, i colori, perfino i graffi sulla valigia. Io viaggio con una valigia acquistata nel 1997, una Roncato azzurra. Deve bucarsi, spezzarsi o perdere delle ruote perché io decida di cambiarla. Ogni segno é un pezzo di cuore, un ricordo vivo, é meravigliosa..pesa un po' ma è grande e resistente. Se faccio dei viaggi più brevi ed è sufficiente uno zaino, allora mitico Napapijri marrone acquistato a 20 anni, ha qualche cerniera che non si chiude più bene, qualche buco, la stoffa non proprio integra ma anche qui, al momento faccio fatica a staccarmene.
Viaggiare é un'ottima medicina, mi tiene viva: andare alla ricerca del volo migliore, dell'hotel adeguato alle mie esigenze, di eventuali escursioni, ristoranti, locali, biglietti di eventi ed eventuali trasporti, organizzare vacanze sarebbe stato un sogno, poi è arrivato internet e..comunque riesco ancora a trovare le migliori cose a prezzi super, sì da invidia. Qui proprio devo ammettere che non mi supera nessuno. Non c'è umiltà che tenga!! Ci sono ancora tantissimi posti che vorrei visitare e spero di averne il tempo.
Se potete, appena riuscite, staccate la spina, anche per qualche ora, concedetevi il lusso di estraniarvi. Scappate, visitate posti nuovi...anche un locale, un ristorante diverso, un museo, delle terme....
I'm here for you
Quando ho avuto a che fare con i ragazzi di 4a e 5a superiore non ero tanto amorevole, ma il ruolo e il contesto non permettevano di essere diversi, lì "se non sai ti boccio": non sia mai che uno di loro decida di diventare cardiologo e poi anziché curare il cuore ti taglia una gamba! Ma i tati no, i miei paperotti sono stati per diverso tempo il mio mondo. Sono stati la mia forza e credo di aver dato tanto. Amore in primis. Con quello hai la strada spianata ovunque. Per avere la loro fiducia e togliere ogni paura, serve amore, pazienza e dedizione. Poi inizi a pretendere ma in un secondo momento. Con l'acqua non si scherza, bisogna avere mille occhi. Io avevo tre volte a settimana i paperotti in vasca piccola, gli altri giorni bambini più cresciuti che nuotavano nella vasca grande e poi c'erano loro...loro sono quei bimbi che venivano seguiti individualmente prima dei corsi di nuoto. Per alcuni mesi ho avuto L. un bambino di 10 anni con un QI di un bambino di 3. Per lui tutto era un gioco, io lo adoravo, quanti baci in quelle guanciotte dolci. Un visetto vispo, era più alto di me e aveva una forza pazzesca tanto che un giorno non sono riuscita a bloccarlo in tempo così mi sono beccata un bel destro sul viso e ho rischiato di annegare perché si agitava talmente che mi teneva sott'acqua e non riuscivo a risalire. Al tempo ero magrissima e non potevo competere con la sua forza in una vasca dove non si tocca. Così dopo la rottura della gengiva, ematomi su mezzo viso, il cambio di istruttore é stata una scelta obbligata. Non ci siamo mai persi di vista, quando arrivava in piscina accompagnato dalla mamma mi correva subito incontro, io gli volevo bene veramente e lui lo sapeva, lo sentiva. Fondamentale é il tono di voce. Loro sanno perfettamente chi li sta deridendo e chi invece li tratta bene. Io me lo sarei portato a casa, piccoletto! 🥰 Poi é arrivato J. il mio cartone animato, cinesino del mio cuore. È stato "amore" a prima vista, un 6enne piccoletto e simpaticissimo. Dolce. Con lui era fantastico, stavamo nella piscina piccola, calda, si scherzava sempre. Lui era il mio bambolo e io la sua bambola. Il mio mangiatore di pasta con le rane preferito che quando lo mettevo a dorso si metteva a cantare Bad romance di Lady Gaga. Un mito! Si riusciva ad interagire facilmente con lui perché aveva un autismo di livello lieve. Bisognava stare attenti ai cambi di stagione, lì era intrattabile, nervoso o non lo potevi toccare. Per il resto ci abbracciavamo sempre. Mi manca profondamente. Non con tutti, ma con più di qualcuno nascono dei rapporti speciali, o meglio, sta a te farli nascere. C'è chi urla ma con quello, mi spiace, non si ottiene nulla. Sono tutti lì per imparare e per costruire qualcosa con loro devi farli sentire al sicuro, devono poter contare su di te ed essere a loro agio. Deve esserci sinergia per poter lavorare bene. É sempre tra i miei pensieri e spero sempre sia felice. 💙
Lo sport
Dite quello che volete ma lo sport é il futuro. Non si può pensare di restare in salute senza praticare un'attività sportiva. Non basta andare al lavoro a piedi o in bici, bisogna tenere i muscoli allenati e seguire quanto più possibile una sana alimentazione. Così facendo sì può sperare di festeggiare ancora tanti compleanni!
Non é sempre facile, chiaro, ma un minimo di sacrificio lo dobbiamo fare.
Di sport ne esistono tantissimi e non per forza dobbiamo fare agonismo, gare e competizioni lasciamole agli atleti. Lo sport è anche divertimento, non solo fatica. É bello mettersi alla prova, lanciarsi in nuove esperienze, anche l'adrenalina ogni tanto ci fa sentire vivi. Io intanto ai miei figli, attraverso lo sport, sto insegnando a non avere paura. Si sono lanciati in alta montagna appesi a un filo su una zip-line o hanno fatto percorsi a diversi metri d'altezza su alberi, rotaie, altalene sospese o sport acquatici più tranquilli. Io ne ho provati tanti e alcune volte avevo davvero paura, anzi ho rischiato di farmela proprio addosso ma se non provi non potrai mai godertela, non farai mai nulla se non rischi. Lo sport ti forma, ti irrobustisce, insegna tanto. Io sono una sportiva, sarebbe più giusto dire ero, dopo 40 anni di nuoto adesso vado per 1h e il resto della giornata lo passo strisciando...follia pura, non mi riconosco più. PERÒ riesco ancora a fare 25mt in apnea. Uno sport provato e che mai più rifarò é l'equitazione. Ho paura, vado in tilt e non soffro di vertigini ma vado in panico e mollo le redini. Non riesco ad avere il minimo autocontrollo, non c'è storia, niente passeggiate a cavallo. Questa primavera invece proverò a fare canyoning, avevo fatto qualcosa di simile in Messico dove hanno perfino i parchi divertimento che prevedono percorsi dentro grotte e su cascate, ma sulle Dolomiti secondo me sarà un'esperienza completamente diversa. Qualcuno si vuole unire?
Pet therapy
Amo gli animali. Mi piacciono e affascinano tantissimo. Secondo me, hanno un'intelligenza superiore rispetto all'uomo, sotto tanti punti di vista.
Posso riportare la mia esperienza col mio Border Collie, una cagnolona nera e bianca, gigante e morbidosa. Lei sentiva, lei sapeva perfettamente come stavo e quello che stavo vivendo. Ogni volta che ci vedevamo mi correva incontro, non mi lasciava mai sola, non si allontanava un attimo e mi riempiva di baci, alias mi lavava il viso e quando mi stendevo sul divano mi appoggiava le zampe sulla pancia.
Ogni équipe medica, la mattina in ospedale, dovrebbe entrare nelle stanze dei pazienti con i cani al guinzaglio per poi lasciarli per la giornata. A me avrebbe sicuramente giovato. Io dormivo sempre, tra fili, aghi tra le costole, ossigeno, e chi più ne ha più ne metta, un cane da coccolare mi avrebbe fatto tanto piacere, mi avrebbe fatto compagnia e in quelle settimane sarebbe stato determinante. Probabilmente mi avrebbe salvato la vita quelle tre volte che ho rischiato di morire durante la notte quando non avevo la forza di suonare l'allarme, voglio vedere se il personale in turno non sarebbe arrivato di corsa dopo 4-5-6 abbai. L'avrei voluto anche per percorrere quel lungo corridoio al 6° piano, lì mi sono sempre sentita piccola piccola e indifesa. Lo avrei voluto accanto a me per passare quelle interminabili ore distesa. Avrei evitato di gridare per scappare via, avrei sopportato di più gli odori delle medicine, avrei evitato di chiudere subito gli occhi e mettermi le cuffiette con la musica a tutto volume. E probabilmente avrei evitato certi malori importanti. In certi ambienti dovrebbe essere prevista la sua presenza. Sono stati testati i vantaggi e i benefici che apportato i cani nelle cliniche, e non solo. Ma siamo e resteremo sempre indietro qui in Italia.
La pet therapy è stata scoperta negli anni 60 da uno psichiatra che notò dei miglioramenti su un bambino autistico interagendo con il suo cane. Non solo solo i cani, ho sentito che alcune associazioni utilizzano anche i cavalli per migliorare il benessere fisico, emotivo e sociale nei bambini con disabilità, negli anziani soli e malati e nei pazienti ricoverati, stimolando affetto, sicurezza, capacità comunicative, movimento e crescita emotiva attraverso gioco, contatto e cura, aumentando di conseguenza l'autostima, e migliorando la concentrazione.
L'animale diventa un facilitatore per superare barriere, creare legami e stimolare lo sviluppo del bambino, dell'adulto e dell'anziano portando gioia e benessere tangibili. Certo, averlo a casa è impegnativo. Bisogna avere spazio, dedicargli tempo ed essere presenti. Però ritrovare la presenza di un animale nei luoghi e soprattutto in quei momenti difficili della vita sarebbe veramente un plus da non sottovalutare.
La vita non è sempre rose e fiori, ma esistono le seconde opportunità. Basta saperle cogliere!
Oggi è stato un risveglio difficile e il prosieguo non ha dato risultati migliori. Quando qualcosa non va, beh quando qualcosa non va mi vedo già chiusa in una bara, non vedo le sfumature, il pensiero è totalmente negativo, e forse mi porta fortuna e senza saperlo allungo la mia vita. Cmq, quando sto male sono un sacco che pesa e che non sta in piedi così in pausa dal lavoro, ancora con le scarpe addosso, sono crollata sul divano. Avevo proposto ai miei figli di andare a pranzo fuori ma viste le temperature di oggi non avevano granché voglia di prepararsi per uscire, meglio il pigiama h24 quando è domenica e fuori si gela. Così, raggiunta la camera, 3h di sonno non me le ha tolte nessuno e un po' mi sono ripresa. In questi frangenti, proprio come faceva la mia nonnina, nelle giornate "no" mi affido ai ricordi, ripercorro tanti momenti vissuti e mi è venuto alla mente il periodo passato in una Casa Famiglia insieme a bambini e ragazzi abbandonati o allontanati da casa. Me lo ricordo come fosse ieri. Alcuni li sento ancora grazie a Facebook, eh sì perché alcuni di loro "ce l'hanno fatta", sì, nonostante tutto sono riusciti a crearsi qualcosa di buono, a migliorarsi e maturare, NONOSTANTE TUTTO. Dei veri super eroi. Chi si è sposato, chi si è creato una famiglia, chi si è dedicato allo sport e partecipa a tanti eventi in Comunità, chi nonostante tutto lavora e convive, chi, per privacy, non saprò mai dov'è andato a vivere una volta affidato alla famiglia affidataria. C'è chi è anche tornato a casa. Ho visto rompersi porte con un pugno e unione e amore nell'aiutare gli altri coinquilini. Ho visto la rabbia e l'insofferenza che a quell'età non si dovrebbe sentire, esplodi perché ancora non hai tutte le carte per poterti ascoltare e controllare, la reazione è spontanea e senza controllo, quello lo si acquisisce maturando ma la crescita di quei ragazzi aveva subito un forte arresto e coloro che lo subiscono sono insofferenti. Ognuno ha il proprio letto e l'armadio in condivisione, mangiano tutti insieme e vanno e rientrano da scuola in pulmino. Al pomeriggio li si aiuta a fare i compiti, c'è una tabella per le pulizie e i vestiti vengono donati da famiglie della comunità circostante. Qualcuno fa sport. Gli operatori si turnano su tre turni. Chiaramente i ragazzi seguono percorsi personalizzati. Si cerca di farli legare il più possibile altrimenti la convivenza diventerebbe difficile. La casa ha un piccolo giardinetto con degli animali. In queste Case Famiglia puoi restare fino alla maggiore età, dopodiché ti devi arrangiare. Non sempre è presente una famiglia e così o ti trovi un lavoro o rischi di intraprendere una strada senza ritorno come è successo a A. La responsabile della struttura gli aveva trovato un lavoretto temporaneo ma poi? Poi ha iniziato a frequentare brutte amicizie ed è finito a spacciare e a rubare, andando a dormire sotto i ponti e venendo arrestato. Un giorno poi incontra una ragazza e rimette la testa a posto, trova un lavoro e inizia una nuova vita sposandosi e diventando papà di una bellissima bimba. Ecco, per me sono proprio questi i veri successi della vita. Sono veramente tanto fiera di lui. E lui si merita questa gioia, questa seconda opportunità. (Prima di scrivere questo racconto, seppur anonimo, ho chiesto al diretto interessato se potevo raccontare di lui e mi è stato concesso)
La montagna
Adoro la montagna. Non da sempre. Quand'ero piccola soffrivo di mal d'auto e i tornanti erano i miei acerrimi nemici. Inoltre, ogni anno dovevo passare l'intero mese di luglio in montagna a fare escursioni. No, proprio non mi piaceva. Crescendo e avendo una casa a 1h30 dalla casa in città e non soffrendo quasi più di mal d'auto, ho iniziato ad apprezzarla fino ad innamorarmene perdutamente. Adoro i colori, adoro i percorsi, adoro il cibo ma soprattutto adoro i montanari doc. Purtroppo la casa in montagna è stata venduta, ma io continuo a tornare nello stesso paesino con i miei figli perché lo conosco molto bene e posso lasciarli liberi di andare dove vogliono. Conosco tantissimi percorsi e rifugi e loro li raggiungono volentieri! Gli abitanti della montagna sono veri, genuini, ci si saluta sempre, si è tutti amici e a me salutare le persone piace tantissimo, guardarle negli occhi e sorridere. Ti cambia proprio la giornata. In città invece incontri qualcuno che conosci anche solo di vista e abbassi lo sguardo, in montagna difficilmente si incontrano persone di merda, in città capita spesso. L'aria è decisamente più sana e non c'è delinquenza. Puoi lasciare l'auto aperta e anche la porta di casa. Trovo che l'atmosfera sia magica in tutte le stagioni, ogni stagione ha un suo perché e poi il cibo, quant'è buono! Le case di legno o costruite con i sassoloni, i fienili, le baite e i rifugi, le mucche al pascolo, i cavalli, le pecore, le seggiovie e le funivie, le fragole e i mirtilli, i funghi, il profumo della resina e della legna appena tagliata, il larin, il silenzio, le marmotte, non c'è umidità e non ci sono né zanzare né cimici..unica pecca, negli ultimi anni è diventata davvero cara. Gli hotel sono davvero cari, la benzina non ne parliamo e anche l'autostrada è sempre in aumento. Nonostante tutto, non ne posso fare a meno! La montagna per me è casa.
Viva la vita!
Oggi è lunedì e tanti si svegliano con la gioia di vivere di Giacomo Leopardi, per me invece, lavorando anche i weekend, é un giorno come un altro.
Ma quant'è favolosa la vita, sì, nonostante tutto è favolosa! Nonostante le fatiche, le delusioni, le sofferenze, la vita ci riserva momenti unici che ci fanno battere il cuore e sorridere! Tenete questo pensiero dentro di voi, sempre e spolveratelo ogni giorno, soprattutto quando qualcuno vi fa un torto, quando hai a che fare con gli invidiosi, quando ti sparlano alle spalle, quando non trovi vie d'uscita, quando perdi qualcuno e impazzisci dal dolore, quando é tutto buio, la vita continua ad essere meravigliosa perché i raggi del sole ci sono anche quando è nuvoloso e sono lì che vorrebbero irrompere.
Ci sono guerre, malattie che non ti danno scampo, l'odio, la sete di conquista dilaga tra i potenti (e i vicini di casa)..ma veramente???! Veramente vogliamo vivere così con l'ascia sempre in mano?! A quale scopo?
La vita è meravigliosa. É un tripudio di emozioni, é ricca, intensa e variegata. Quando siete gentili, sorridenti, disponibili con gli altri, non vi sentite bene anche voi? C'è chi si sente bene quando sputtana gli altri per farsi vedere forte dalle persone e spesso è colui che guadagna in celebrità e che riesce a farsi amare, ma é solo un vile. Ognuno deve guardarsi dentro e nel suo piccolo, ogni giorno, fare ciò che lo fa stare bene, quando sei rispettoso non hai nulla da temere.
Siamo in questo mondo solo per un momento, una botta e via, insomma. In questi attimi dovremmo dar luce a chi ci sta intorno, a chi ha bisogno, amare a dismisura. Dobbiamo essere i supereroi della nostra vita, dobbiamo esserci, dobbiamo indossare la gioia, la spontaneità, la creatività, la fantasia, la saggezza per poter costruire un mondo migliore, intorno a noi almeno. Essere meno permalosi e artefatti, più semplici e accettare le diversità.
Viva la vita! Sempre.
La fotografia
Ho sempre dato importanza alle piccole cose probabilmente grazie alla passione per la fotografia. Adoro fermare momenti, attimi negli scatti che dureranno per sempre all'interno di un album. Catturare la vita. Il mondo che ci circonda o le emozioni che proviamo e che esprimiamo. Provo tanta malinconia per le foto in b/n e le macchine fotografiche col rullino. Il b/n mette in evidenza sfaccettature che coi colori non si notano, dà risalto alle emozioni e ai gesti grazie al chiaro scuro. Tantissimi anni fa ho partecipato ad una Mostra in una Villa del XIX secolo. E all'interno c'era il laboratorio dove sviluppavamo le foto: completamente al buio si imparava a vedere e a togliere il rullino e avvolgere i negativi sulla spirale. Poi vaschette, liquidi e carta apposita si riusciva a sviluppare le foto utilizzando tecniche imparate al corso. Al tempo, avevo scelto il tema dei 'Giovani'. Quando si scattava la foto non c'era la possibilità di correggerla, il risultato lo si vedeva una volta che il fotografo le sviluppava e ci volevano diversi giorni, i lunghi giorni di attesa. Io ero sempre impaziente, non vedevo l'ora di vederle, una volta ritirate le sfogliavo per giorni prima di scegliere quelle che sarebbero andate messe nell'album. Negli scatti prediligevo i volti delle persone e la natura, paesaggi e animali. Poi si cresce, ma per queste cose é bello restare bambini.
Non giudicare
Noi giudichiamo. Io giudico, tu giudichi, egli giudica, noi giudichiamo, voi giudicate, essi giudicano. Tutti noi, nessuno escluso. É naturale. Forse. Dipende.
Io osservo. Entro in contatto. Ascolto. Poi eventualmente discuto e arrivo alle conclusioni. Ma giudicare/criticare a priori no, e per cosa.
Siamo diversi, e la forza sta proprio in questo. Io faccio la tua conoscenza, e tu la mia. Non mi conosci ancora e non sai nulla di me e del mio passato perciò non mi devi giudicare a priori, magari sono una brava persona e tu potresti restarne meravigliato ma prima prova ad ascoltarmi..
Un pomeriggio, dopo aver passato ore sdraiata con un ago piantato sul braccio e aver trascorso la prima mezz'ora a fare sforzi e le restanti 2h distesa su una sedia mezza sedata, mezza drogata a ciucciarmi chissà quali sostanze allucinogene, terrorizzata, in preda alle paure più oscure, sola ma circondata da "simili" e un team strafigo che mi riempiva d'affetto, mi alzo, ringrazio, vado per mettermi la giacca, la prendo, sento che qualcosa non va e stramazzo a terra prima che qualcuno si renda conto del mio malessere. Accorrono tutti, medici, infermieri, specialisti.. anche i miei "colleghi in turno" in quel momento ma impossibilitati ad alzarsi, ovviamente. Non parlo più. Li osservo appena, ma non rispondo. Li sento, li vedo ma non li guardo. Sono lì immobile e sono davvero tutti preoccupatissimi per me, anche un po' in ansia, ma fermi, sul pezzo. É stato un attimo ed ero crollata senza avere qualcuno di loro accanto per prendermi al volo ed evitare la caduta. Ictus. Già. Forse piccolo, lieve, ma egli era..mi portano immediatamente a fare tutti gli esami e riesco a trovare la cogliona di turno che si incazza perché non parlavo...deficienti ne abbiamo?!?! Caspita, possibile che quell'ebete prende tutti i mesi lo stipendio??? Ma come si fa? Vi giuro che l'ho vissuta malissimo, il muratore doveva andare a fare! Fortunatamente sono riuscita a riprendermi, insomma non potevo trattenermi, io sono una donna impegnata!!! Purtroppo qualche rimasuglio è rimasto e io lo vedo. Lo vedo sul mio volto: occhio e naso soprattutto e capacità comunicative pari a ...mi darei un appena sufficiente. Mi accorgo, una volta mi esprimevo meglio, ero in grado di sostenere delle conversazioni esprimendomi in maniera più articolata, oggi mi vergogno, mi accorgo che alle volte non riesco a terminare le frasi, non sempre, ma accade. Ho perfino dubbi sui tempi verbali. Purtroppo ho dovuto prenderne atto. Se giudichi, devi prima sapere il passato di chi hai davanti e non sempre é un ignorante ma potrebbe essere una persona che lotta ogni giorno per migliorare e dare il massimo per poter mantenere vivi tutti i rapporti senza venire esclusa.
Noi giudichiamo troppo, senza sapere. Proprio tu che giudichi ti sei fatto un esame di coscienza? Magari sei un grandissimo cazzone ma continui ad abitare su questo pianeta..ognuno ha le sue.
R-E-S-P-E-C-T
Capelli
I capelli danno un'identità. Li si cura, fungono da potente mezzo di espressione personale, simbolo di femminilità. Perderli è una perdita di autostima e di identità appunto. Ti disorienta. I miei figli hanno sofferto molto per questo, il mio parrucchiere pure. Lui è stato molto delicato ma non ho sofferto. Mi hanno sempre preparata su tutto anticipatamente, pertanto lo sapevo e sapevo anche quando sarebbe successo, nessuna sorpresa. Era inverno perciò dovevo proteggermi ed è iniziato un lungo shopping online di cappelli...io che non li avevo mai indossati perché non mi stanno bene, ora dovevo utilizzarlo pure di notte altrimenti congelavo. Più tardi, a primavera inoltrata ho trovato il coraggio di entrare dentro a un negozio di parrucche, mi sentivo sporca, faccio fatica a farvi capire ciò che provavo, ma il mio era disgusto verso me stessa, per dover ricorrere a quel negozio..all'interno invece ho trovato tanta cortesia, madre e figlia gentilissime. Ho iniziato a guardare delle bandane con fantasie e prezzi abbastanza discutibili. Materiali leggerissimi ma.. la signora più anziana mi accompagna nel retro bottega, mi chiede di farle vedere una mia foto e mi fa accomodare. Quando torna ha in mano una parrucca che mi sistema sulla testa. Per qualche secondo il mondo si è fermato, ero incredula, dopo un anno stavo rivedendomi..allo specchio ero io, quella di sempre, io con i miei capelli lunghi e curati. Una forte emozione aveva pervaso tutto il mio corpo .. 500€ cioè #×^^**#*@&@%%@,€*€(@?(@(#)#>×_/÷)×;#<×& PARLIAMONE 500€ ...sono uscita con due bandane spendendo 60/65€...capisco che uno poi li possa detrarre ma insomma, possibile che non ci sia un pass, un'agevolazione per chi attraversa queste situazioni?! È assurdo e incomprensibile. Ripensandoci, le bandane mi facevano sentire più fashion, con la pelle liscissima, senza ciglia e senza sopracciglia...un volto da copertina insomma, sul colorito avrei qualche perplessità: inizialmente era giallo, poi rosa pallido e poi sono corsa sia in montagna che in Grecia per farlo diventare total black e acquisire un aspetto più umano!
Ancora oggi mi vergogno, cerco di non pensarci, la situazione ancora non si è ristabilita e penso che non ritornerò più ad avere l'aspetto di prima.
E poi ci sono le amiche, anche loro in certi momenti hanno paura o non sanno cosa dirmi e come dirmelo, ma ci sono, e mi accettano!!
Reeelaaax, Relaaaxxxx
Le avete mai provate le campane tibetane? E lo shiatsu? Due esperienze diverse ma che una volta provate, non farete mai più un massaggio.
I suoni, le vibrazioni che trasmettono le campane tibetane in bronzo e quelle di cristallo portano il nostro corpo, incredibilmente, a rilassarsi. Io quando le ho provate mi sono completamente addormentata e per un intero weekend mi ero sentita completamente rilassata, completamente. Mi piacerebbe riprovare. Invece lo shiatsu è stata una vera scoperta, ho incontrato dei bravi operatori e mi ha apportato enormi benefici. Un massaggio non dà quanto possono dare le pressioni che si effettuano durante il trattamento.
Importante riuscire a togliere dolori e stress, rilassare il nostro corpo, se sta bene lui sta bene anche la nostra psiche.
Io poi ci aggiungerei un idromassaggio magari alle terme e dulcis in fondo un bel bagno turno che adoro..
Di luoghi che propongono ottime offerte giornaliere ce ne sono tanti, alcuni, alle volte i migliori, non proprio dietro l'angolo.
Se potete..concedetevelo!
Alla scoperta
Oggi la febbre é alta..che pacchia..sto andando avanti e indietro tra i divanetti e il bar per farmi un, due, tre, quattro..1 caffé ogni ora, tanto oggi reazioni pari a zero, pure il cuore sembra fermo... va' a sapere!
Una volta alla settimana viene una signora a fare le pulizie a casa mia, oggi c'era e mi ha riordinato anche la libreria ed è apparso un libro che non vedevo da anni..(a casa mia c'è un ordineeee) e così ho fatto un salto nel passato, mi è affiorato il ricordo di quando avevo preso il patentino per poter fare la guida turistica alle scolaresche..non ho mai ottenuto l'attestato riconosciuto dalla Regione, non ricordo da chi l'avevo ottenuto, ma portavo le scolaresche che prenotavano, in giro per il Sestiere di Castello raccontando leggende e aneddoti curiosi ai ragazzi. Mi ero servita del libro "Venezia é un pesce" di T. Scarpa e di altri libri illustrati. Mi ero davvero appassionata alla storia di Venezia e cercavo di trasmetterla anche a chi era in visita alla Città provenienti da altre Regioni. Avevo iniziato la mia preparazione su qualche atlante storico e sussidiario scolastico. Altri testi li avevo reperiti in biblioteca. In più avevo acquistato il più bel libro più più più, uno dei libri più ricco di particolari che io abbia mai letto di Giovanni Commisso: "Veneto Felice"! Adoro. Con quello hai una guida completa e tascabile per fare un tour in Veneto.
Non avendo l'età per fare i pit-stop nei bacari, si andava a mangiare il Gianduiotto alle Zattere o il gelato in qualche bar. Ci si accontentava.
Un'altra esperienza vissuta e tanta soddisfazione!
P.s. quei libri dovrebbero essere ancora sul mercato, vi avanzasse un minuto, ve li consiglio vivamente.
Ansia e attacchi di panico
Chi è mamma è ansiosa. C'è poco da girarci intorno, è così, punto e basta. Poi ci sono livelli diversi di ansia.. quando vuoi bene a qualcuno, i figli in primis, diventi automaticamente ansioso..è inevitabile.
L'ansia si manifesta in ogni persona in maniera diversa. Io lo sono diventata, forse lo ero già ma ho acquisito livelli da record, sfiorando alle volte il ridicolo, ma non per colpa mia. La terapia porta a queste complicanze e arrivo ad aver bisogno dell'ossigeno...e infatti qualche genio mi ha dato una sorta di ventolin che serve a...nei mesi, pensavo a niente ed invece devo dire che regola le mie ansie e mi permette di gestirle. Ogni volta lo apro e chiudo almeno tre volte, soprattutto la mattina. La mattina è dura. La mattina quando esco di casa mi sento disorientata, mi gira un po' la testa, ho sempre paura che mi succeda qualcosa e vado in tilt. Allora via di polverina. Attacchi di panico, uno, l'anno scorso, per fortuna ero a casa da sola, é stato un attimo e sono partita con una disperazione mai vista, la sera ero ancora molto provata se non sconvolta per l'accaduto essendo successo improvvisamente e per la prima volta. Voi esperienze simili?
Credo fermamente che ognuno possa lavorarci. Non tutti i casi sono da psicologo o psichiatra, bisogna impegnarsi e cercare di restare con i piedi per terra, controllare la respirazione, cercare di restare calmi, pensare a qualcosa di bello e credere nelle proprie capacità, se ti deprimi non riuscirai mai a superare nulla, se ti abbatti é finita, nessuno vuole arrendersi e far vincere la "malattia", no?! Eh sì perché altrimenti ci si ammala davvero.
Ci sono giornate in cui...
Ci sono giornate in cui...
Ci sono quelle giornate che partono male..
#istintiomicidi #retromarcia #prima #retromarcia #prima
Mai capitato?!?!
BUONA GIORNATA!
Giornata mondiale degli abbracci
Oggi.
Adorooooooo.
Chi mi conosce lo sa quanto io ami il contatto fisico... sembra un po' spinta come frase, ma abbracciare chi vuoi bene per me è meraviglioso. Si trasmette tanto in quella stretta. Abbiamo le braccia proprio per quello, per dare amore attraverso carezze e abbracci. Quando è sincero, quando é ricambiato, è davvero meraviglioso, perfino i valori degli esami del sangue si sistemano.
Dovrebbe esserci sempre un abbraccio con un saluto.
Ognuno nel suo piccolo dovrebbe costruirsi "un mondo buono" e insegnarlo alle persone vicine. Basta davvero poco. Fuori c'è tanto odio, superficialità, c'è tanta ignoranza cosa ci costa differenziarci un po'?! Non si compie nulla di grave ad andare controcorrente che poi, mi viene da ridere, la direzione corretta sarebbe proprio quella della benevolenza, dell'ascolto, della solidarietà, del rispetto, ma la società sta cambiando, sta correndo verso un futuro che ahimè, sbaglierò, non promette nulla di buono per quanto riguarda i rapporti con gli altri che spesso sono distaccati, sta diventando tutto automatizzato pertanto l'individuo si trova ad essere escluso, scartato, sostituito da cervelli d'acciaio privi di emozioni. Sempre di più.
Un abbraccio. Col cuore.
Senza titolo
Difficile dare un titolo, non saprei cosa scrivere.
Ieri è stata una giornata difficile, dura, piena di controversie, piena di momenti dolorosi, piena di sofferenze, piena, non saprei, ma ho dovuto chiedere aiuto e non so se poi sono riuscita a dare io l'aiuto necessario a chi ne aveva bisogno avendo già io più di un macigno dentro.
È iniziato tutto sin dal mattino presto e si sono susseguiti momenti difficili, carichi di quel dolore che ti lacera dentro.
La prima botta: le testate giornalistiche, una dopo l'altra... "21enne morta, durante la lezione di pilates ha iniziato a non respirare più". La conosco quella sensazione, la conosco bene e so perfettamente cosa si prova, coscienti che potrebbero essere gli ultimi momenti di vita. Lei, i suoi ultimi momenti li ha vissuti così. Dalla palestra agli spogliatoi con la mamma, e la corsa in ospedale dove il suo cuore ha smesso di battere. Atletica, in ottima salute, giovane, soprattutto giovane, con una vita meravigliosa da vivere ogni giorno. Questione di minuti, giornata qualsiasi, dopo torno a casa e finisco di studiare, vado in palestra come al solito e.. e niente, a casa non tornerò più perché di lì a poco tutto finirà. Morirò. L'avevo conosciuta anni fa, d'estate, avevamo lavorato insieme, rompi balle..si ventenne rompiballe, ma precisa, buona...morire così..Un paio di minuti fa eri piena di vita e due minuti dopo il cuore si è fermato..per sempre. Come può essere?! Non si può accettare.
Per tutti gli altri motivi e momenti duri affrontati ieri, ho delle cascate dentro pronte ad esplodere, una sofferenza che faccio fatica a raccontare, per certi versi un mezzo fallimento. Se sono solo io a soffrire chissenefrega, se scopri che chi ti ama sta soffrendo in silenzio senza che tu te ne accorga, allora fa male, a me questo distrugge. Appena saputo ho provato subito ad intervenire..ma ci sono ferite che vanno curate costantemente ogni giorno finché si rimarginano e non passano velocemente, ci vuole tempo e dedizione specie se la persona non ha la maturità di un adulto. Non riesco a parlarne, sono così dispiaciuta che non trovo neanche le parole per descrivervelo. Sollievo é l'aiuto pronto di persone sempre presenti, sempre attive e che ti fanno sentire la loro stretta vicinanza, anche con poche parole, con pochi gesti ma ricchi di affetto. Grazie!!
I ricordi
Io tenderei a non buttare via niente.
Devo aver passato questa mania anche ai miei figli, perfino i fazzoletti di carta usati teniamo, eh sì, quelli si lasciano in ogni stanza e ovunque, art decò..perfino i calzetti usati si preferisce lasciarli in camera a terra, e da lì ho capito perché il gatto preferisce dormire nella loro stanza!
Scherzi a parte, io terrei davvero tutto. Ogni cosa è un ricordo di qualcosa e ogni cosa che faccio per me è importante e mi lego a quell'oggetto che non vorrei mai eliminare e che piuttosto incastro da qualche parte. Dico sempre di avere poco spazio a casa, probabilmente se ne avessi di più lo occuperei con qualche cianfrusaglia, ne sono certa! Allo stesso tempo, sembra incredibile ma adoro l'arredo minimal, essential..a casa mia ancora c'è da lavorare per raggiungere quello stile. Perfino la signora che fa le pulizie si permette di suggerire una bella ripulita, qualche donazione a qualche ente benefico... il massimo finora è stato conservare scatole in garage..poveretto anche quello, non posso parcheggiare nemmeno l'auto dentro, non ci sta!
A distanza di tempo, ritrovarsi tra le mani un oggetto, una foto, un biglietto, un appunto, un souvenir ti colma di gioia, si ha un flashback che ti riempie il cuore, tornare indietro nel tempo non è sempre negativo, soprattutto quando non sei più giovane. Certo, importante è anche custodire le emozioni vissute nel proprio cuore, quelle sono ricordi indelebili che ti auguri che la mente non resetti mai.
I ricordi mi tengono viva. Io sono una persona che pensa tantissimo, anche quando non dovrei, capita di assentarmi e vagare con la mente. Evidentemente i miei ingranaggi sono sempre in movimento e ben oliati, quando vogliono, altrimenti post-it alla mano e/o agenda e via con i foglietti attaccati qua e là per evitare che la memoria faccia cilecca. Sono abbastanza masochista perché alle volte pensare troppo fa male, ma se ti lasci andare a riportare nel presente bei momenti vissuti in passato, piccoli aneddoti, allora è un buon modo di usare la mente. I ricordi mi permettono di sognare, di staccarmi dalla realtà e rivivere attimi per i quali a volte si ha nostalgia. I ricordi tangibili, gli ancoraggi materiali sono determinanti se sparsi un po' ovunque nella casa. Portano bei ricordi, quindi è bello tenerli sempre sott'occhio. Settimane fa ho ritrovato perfino un ciuccio e un pezzo di biberon che non sapevo neanche di avere. Un bavaglino e un body da neonato sono in una cassettiera tra asciugamani e tovaglie...sì tengo i ricordi e mooolto disordine..ma finché è dentro ai cassetti chi lo vede?! Fila il discorso, no?! I tuoi ricordi li puoi lasciare e tramandare ai tuoi figli, ne faranno tesoro a loro volta, ne sono certa. A noi le foto aiutano tantissimo e ci piacciono molto, lì i ricordi e le emozioni restano indelebili!
La musica
Dovessi rinascere vorrei fare la cantante! Una cantante di successo, milionaria e con una bella famiglia.
Ascolto tutti i giorni la musica, vado sempre in giro con le cuffiette e la musica al massimo..adesso sapete perché per strada non saluto, non sento!!! Mi piace isolarmi e volare con i pensieri tra le note. Ultimamente non riesco a fare a meno della musica elettronica "Halo", "Thunder", ma ascolto molto la musica anni '70-'80, ad es. Blondie, Desireless, Madonna, Bonnie Tyler, Tina Turner, Eurythmics, Bryan Adams, etc,etc..in base alla giornata scelgo il ritmo della canzone che voglio. Non ne ho di preferite preferite..alle volte, YouTube mi propone perfino canzoni dello Zecchino D'oro e dal momento che tengo le mani in tasca per tenerle calde, non ho voglia di tirare fuori il telefono e cambiare, così ascolto anche quelle. Ce ne sono alcune che hanno dei testi meravigliosi. Un tempo era tutto Renato Zero, concerti in prima fila, poi il tempo libero è diminuito e allora vado veramente a umore. Ho iniziato e sono cresciuta con i Take That, BonJovi, Lionel Richie, i BSB, le Spice Girls, la Kelly Family, Anna Oxa, i Pooh o con le canzoni che cantava mia nonna...Orietta Berti, Morandi, Mino Reitano, Mal, Ricchi e Poveri, e tanti altri. Qualche bel poster attaccato sull'armadio e nel diario di scuola, i miei diari pieni di scritte, adesivi, poster. A settembre lo spessore era di circa 1, 1,5cm, a giugno, se integro, arrivava ai 7-8cm...una fisarmonica praticamente.
Una volta si andava in discoteca (Odissea e Marilù mitiche) e trovavi tutte le canzoni di Hit Mania Dance inverno e estate..oppure d'estate in qualche giardino estivo o in qualche taverna in montagna.
Ballare mi piace, sì insomma, muovermi, ma cantare ragazzi quanto mi piace e oltre ad essere meravigliosamente stonata, forse le note delle canzoni di chiesa riuscivo ad azzeccare, non riesco più a farlo a causa di quello che mi è capitato. Pochi secondi e la voce diventa roca. Se mantengo un tono basso allora forse. Quando l'ho scoperto mi è dispiaciuto tantissimo. Ho fatto molta fatica ad accettarlo ma dopo tante prove mi sono arresa, o meglio, ho accettato la situazione. Non ho smesso di cantare, canticchio e mi accontento!
Mamma tuttofare
Voglia di fare, saltami addosso!! Presente, eccomi, sono io! Ho sempre preferito facessero gli altri, ma insomma nel corso degli anni sono migliorata, voto attuale: 6/7- - (dal sei al sette meno meno)
Faticare per raggiungere la vetta di una montagna, ben volentieri. Faticare a casa..nì! Ho sempre cercato un aiuto perché poco presente a casa e quando c'ero ero talmente stanca che non riuscivo a sistemare tutto. Ora l'aiuto é diventato indispensabile. Addirittura le amiche mi sgridano se faccio qualcosa...é fantastico!
Però mi piace tanto cucinare e quando si cucina, che siano dolci o salati, si utilizzano tante cose: posate, piatti, pentole, macchinari, bicchieri, etc e si sporca tanto (quello evito).
Però poi tocca lavare.
Però chi ha la lavastoviglie come me, butta tutto dentro e fa partire il ciclo.
Però se la lavastoviglie ti si rompe dopo ben 15 anni è un problema.
Però ne puoi ordinare immediatamente una nuova, come ho SUBITO fatto io!
Però ci sono dei tempi d'attesa, chiaramente!
Peròòòò io, nel frattempo, come faccio??? Sant'Iddio.. ovviamente ho comprato scatoloni di bicchieri, posate e piatti di plastica e/o carta, ma cucinare dovrò pur cucinare e per forza di cose una forchetta di plastica si piega in una pentola calda, no?! Ecco, quindi accumuli mestoli e posate e pentole!!!
STAVO PENSANDO: e se mettessi tutto nella lavatrice????? Giuro, sono tentata...se dovesse funzionare, la scoperta potrebbe essere rivoluzionaria!
Voglia di fare, saltami addosso!!
P.s.
Portatemi la lavastoviglieeeeeeee.
Metereopatia
Leggevo che la metereopatia è un disturbo. Mioddio siamo tutti disturbati, siamo tutti malati....mah chi è il genio che dice questo? Mi sembrano definizioni un po' eccessive, altrimenti voglio l'esenzione!
Non mi piace tanto la pioggia, non mi piace se devo muovermi, non mi piace quando devo tirare fuori l'ombrello in mezzo a tanta gente, diciamocelo, a meno che non la guardiamo dalla finestra, la pioggia é scomoda! Quando sono andata in crociera sui Fiordi ci raccontavano che i norvegesi, col maltempo, non modificavano le loro abitudini. Dovevano uscire, uscivano. Spesso la mattina vanno a fare jogging, piove? Escono ugualmente e senza un riparo sulla testa perfino. Evidentemente non scendono gli acquazzoni che abbiamo qui. É per dire che a noi dà quasi fastidio, invece a certi popoli resta completamente indifferente e continuano a fare le loro cose non curanti del meteo. Mi sembra che anche i tedeschi, forse i danesi?! Bene, a me rattrista. Piovesse col sole sarebbe ben diverso. Mi blocca, é tutto grigio fuori, mi annoia e crea sonnolenza. Mi rende un po' pensierosa e mi manca il fiato. Già, che palle! Sempre un problema.
Ogni tanto deve pur piovere, ci mancherebbe, ma preferisco altri fenomeni a questo. Se vivessi a Londra sarei già morta, che strazio, lì veramente la pioggia fa parte del loro quotidiano. L'anno scorso ci siamo andate in aprile e abbiamo trovato un cielo blu come fossimo in montagna, ero veramente incredula. Ho delle foto stupende!
Mi hanno detto che pioverà oggi tutta la giornata e anche domani.... un bel fine settimana insomma, per fortuna lavoro. Il tempo perfetto per cucinare..qualche muffins per la colazione?!? Mmm..quasi quasi..
L'acqua é il mio elemento
Ho iniziato a nuotare all'età di 2 anni e mezzo proprio quando, vicino a casa mia, avevano inaugurato una nuova e bellissima piscina oggi pluripremiata. Ho sempre praticato tantissimi sport e per diversi anni, ma non ho mai mollato il nuoto. Al nuoto devo molto, agli insegnanti altrettanto. Li ricordo tutti, nessuno escluso. Alcuni sono diventati miei colleghi negli ultimi anni. Un istruttore, conosciuto quando avevo 15 anni, lo ricordo particolarmente. Quant'era figo! Figuratevi, in piena adolescenza con gli ormoni che probabilmente impazzivano davanti a fighi del genere.. moro, capelli lunghi e ricci, occhi verdi e piercing sul sopracciglio... ragazzi, un figo da paura! Non parliamo del fisico, aveva tutto al posto giusto, ogni onda era spettacolare. Eh già. Anche il sorriso, denti perfetti, labbra con giusto spessore, altezza tra i 170 e i 180cm...
Bene, insomma, dicevamo. Ah sì, il nuoto, l'acqua. Il mio elemento, ho perfino partorito entrambe le volte in acqua. Uno spettacolo, una bella piscina azzurra con acqua bella calda, una volta mentre pioveva a dirotto e l'altra con la luna piena!
In queste ultime due settimane, il venerdì mattina ero libera e sono andata a nuotare. Era tanto che non andavo, ma due settimane fa ho avuto una bella flebite e allora sono rimasta senza ago e ho potuto entrare in acqua. Dopodomani lo devo rimettere, imperativo. In queste settimane la stanchezza ha raggiunto livelli stellari, io scherzo però é stata dura. Per dirvi, un paio di giorni fa mi ha chiamato perfino..no, non riesco neanche a scriverlo, ma c'era qualcuno che era veramente preoccupato e ho ricevuto una telefonata perché aveva da giorni "pianti esplosivi" (parole testuali). Ora capite bene, la situazione é abbastanza critica e devo assolutamente riprendere a fare la flebo con dosi belle potenti. La febbre sale e supera i 39°C e poi si abbassa...è altalenante da giorni. Vabbé. Saranno nuovamente scesi i globuli bianchi e mi sa anche l'emoglobina, anzi, senza ombra di dubbio. Ho iniziato a bere poco, non so il perché a dire il vero. Mi sto sforzando, ma a casa salto completamente. Al lavoro almeno una bottiglietta da mezzo litro cerco di terminarla. Di solito vado a camminare, almeno un'oretta, qui nel paesello dove vivo ci sono molti campi aperti e cerco di fare il giro largo, ma se piove é improponibile, tra fango e pozzanghere potrei fare wakeboard.
Svegliaaaaaa
Stamattina la sveglia è suonata alle 05.00. La notte non é passata proprio tranquilla tra lacrimoni e pensieri ma almeno stanotte niente crampi, ed è quasi un miracolo.
Alle 05.30, SOLO per fare un piacere, ero già al lavoro. Mai più. In questo momento avrei bisogno di un restyling, altro che ossigeno...in più ho due signori che, visto il maltempo, stanno posticipando l'uscita e tengono la musica alta sul cellulare...serenata....non vi dico altro.
Io invece mi sto trascinando...che abbiocco! Fuori piove ed è ancora buio. Tra un po' mi farò il secondo o terzo caffè. Ho già bevuto mezzo di acqua, niente male!
Pensavo a questi lavoratori. Si alzano prima dell'alba, vivono settimane fuori casa, non hanno orari fissi di lavoro, abitano a 8-9h di distanza, spesso condividono la stanza con un collega e tutto per mantenere una famiglia che non vivono e vedono mai. Non penso sia facile, vivere così penso possa comportare dei rimpianti, dei pesi non da poco. Purtroppo, tante aziende del sud hanno appalti al Nord o vengono commissionati dei lavori importanti quassù. Sono bravi. Alcuni mi fanno davvero tanta tenerezza. Ho sempre trovato persone cortesi, alcuni mi hanno fatto perfino dei regali per "la mia generosità"...a volte basta poco: un sorriso, una parola di conforto...un come stai, com'è andata la giornata! Non ci vuole molto per essere cortesi. Di maleducati se ne trovano, trovi il cretino di turno pieno di sé che ti tratta male, ma lì non c'è problema, ho sempre indicato loro la strada!!! Mai farsi mancare di rispetto, mai!
Dolci di Carnevale
Stavo pensando di parlarvi, giusto per smorzare la tensione degli ultimi post, dei dolci tipici di questo periodo, quando mi appare un articolo di giornale su questo prodotto. Ma veramente?! Alle prossime elezioni voglio propormi come Ministro delle Attività Produttive e del Buon Cibo Italiano. E non ditemi che è gourmet. Già non sono ancora riuscita ad ordinare il piccione...penso a quelli di Piazza San Marco e mi viene da rimettere...se mi metto a pensare che adesso si andrà a caccia di nutrie, si decapiteranno, si speleranno e via in padella a rosolare ed ecco servita "Nutria su letto di rucola e parmigiano al profumo di alghe bio del fosso di Marcon". Col cavolo! In Madagascar ho mangiato il coccodrillo, veramente grasso, il pipistrello, veramente duro, aragoste e gamberi grossi come un maiale, deliziosi, ma no, le nutrie no!
Sì, io veramente volevo parlarvi della mia voglia di castagnole. I galani non mi sono mai piaciuti, le frittelle, a parte che avranno 600-700kcal ma a parte ciò, spesso si sente il retrogusto dell'olio o le appoggi un attimo sulla salvietta e scopri che sono "stonfe" d'olio e non mi piace, in più se decidi di mangiarle, durano troppo poco! Restano le castagnole. Non ne vado proprio matta, ma mi piace sgranocchiarle. Al supermercato vedo, si chiamano bugie?! Quelle ripiene di cioccolato o di marmellata? Ma non credo siano nostri dolci tipici. Fritte anche quelle. Detta tra noi, mi piacerebbe inventare le castagnole salate, di quelle probabilmente ne mangerei a kg. Quest'anno hanno iniziato a commercializzare i panettoni salati, magari pian piano arriveremo anche ai dolci di Carnevale salati, vuoi che nessuno ci pensi?!
Stanze buie
Quest'iniziativa é meravigliosa, dovrebbero farlo in tutti gli ospedali. E non solo nei reparti di pediatria ma anche nei reparti frequentati da adulti, oncologia ed ematologia in primis. A Mestre é tutto grigio. L'attenzione per forza di cose è focalizzata sugli aghi, sulle sacche colme di sostanze dure da sopportare e sugli odori. Ci fosse uno sfondo, un bel disegno sarebbe diverso.
I colori sono molto importanti, i disegni distraggono e penso che si vivrebbe diversamente l'appuntamento col destino avverso.
Possibile che nessuno ci pensi? Non è facile percorrere quel lungo corridoio e tantomeno restare seduto per ore dentro a quelle stanze orribili. Il personale fa la differenza perché sono dei tesori ma....
I figli
Vi avevo raccontato del mio ultimo periodo. In questi ultimi giorni sono subentrati perfino i pianti disperati. Cado in una disperazione così profonda h24, così stamattina ho iniziato la giornata con la fialetta di b12 che assumerò per i prossimi 15gg, in più ho sollecitato la mia amica infermiera perché sono veramente ko. Fortunatamente ce l'ha fatta a trovare del tempo per trovarci e nel tardo pomeriggio, al secondo tentativo (neanca mal) è riuscita ad inserirmi l'ago, é una procedura invasiva e spesso complicata a causa delle mie vene spezzate. Ho ematomi e buchi qua e là...altro che tattoo. Sì, ormai le mie braccia hanno solo quasi vene spezzate. L'unica che resiste e sembra essere funzionante è quella sul braccio sinistro. Parlo della vena cubitale mediana (grazie vivissime a google). Ma quella serve in caso di prelievi. Ah servisse saperlo, io ho il gruppo B+. Purtroppo il fatto che non funzionino non è una cosa positiva, per forza di cose le mie sono diventate fragili e difficilmente si riprenderanno, ma non abbattiamoci. Quindi, ritornando al discorso, stasera riprenderò a preparare l'intruglio e via di pozione magica. Spero di migliorare velocemente anche se mi ha detto che devo ricominciare con una dose più bassa perché è passato troppo tempo dall'ultima volta.
Prima, google foto, mi ha inviato un ricordo di 6 anni fa che mostrava le foto dei miei figli in un museo interattivo. Delle immagini che mi hanno subito emozionata, dolcissime immagini di un tempo passato, la testolina piccola, le guanciotte da baci, il nasino, la boccuccia, le manine.. non si può tornare indietro e non si deve perdere nessun momento importante perché non tornerà più. Non ho mai perso nulla con i miei figli, siamo uniti più che mai, ma il tempo passa, si cresce e incomincia inevitabilmente ad esserci un distacco. Lo si accetta, ci mancherebbe, ma quando poi ci si ritrova davanti questi splendidi ricordi non si può far altro che emozionarsi. Di ricordi ne ho tanti, uno più bello dell'altro fortunatamente, ma ho sempre il rimpianto di non aver dato e star dando loro una vita serena come avrebbero meritato. È un peso che mi porto avanti da sempre. Do il massimo e non ho mai fatto mancare nulla, anzi. Ma so che hanno sofferto e che in certi momenti potevo comportarmi meglio e invece alle volte mi arrabbio e anche se chissà un domani quando avranno dei figli, mi ringrazieranno, so di ferirli e questo, quando ci penso mi fa male. Mi dispiace così tanto perché secondo me non sempre capiscono! Il mio tutto! Stamattina per esempio, mi son fermata dai cinesi e ho comprato 6 cuori bianchi e 1 rosso e una scritta sempre da gonfiare "I love u" che ho attaccato in salotto, i cuori bianchi, 3 a testa, invece, li ho messi sul loro letto e quello rosso sul loro comò. Tanto tanto tanto amore infinito!
Post muto.
Per quelli che aprono bocca. Per chi appare ma non é. Poveretti. Per coloro che fanno finta. Per coloro che evidentemente davanti a una persona malata e/o sofferente hanno il coraggio di prendere in giro. Hanno la sfacciataggine di fingere che gliene freghi davvero qualcosa, ti incantano e poi spariscono. A loro, brava gente. 👏👏👏👏
La cucina etnica
Avete mai provato a mangiare del cibo di altri Paesi? Io adoro provare le pietanze che non conosco, soprattutto di Paesi diversi dal mio.
Finora di cibi più strani o insoliti, ho mangiato il canguro, il toro, il coccodrillo, il pipistrello e la renna. Ho provato la cucina asiatica, giapponese, greca, indiana, thai, peruviana, libanese, sri lankese (o dello sri lanka), malgascia, inglese e americana se si può definire cucina tipica..di tipico hanno ben poco, cmq..austriaca, spagnola, estone, messicana, francese, tedesca e persiana.
Sono tutti gusti molto interessanti, non adoro il piccante e certe volte alcune spezie coprono il sapore originale, e a me piacciono i gusti semplici o più che altro, mi piace sentire il vero gusto del cibo senza salsine che lo alterano, ho sempre pensato che chi ricopre troppo il cibo con salse e spezie vuole mascherare la qualità dello stesso.
Adoro la cucina gourmet, sono stata in posticini a dir poco sublimi. Lì hai l'occasione di fare un viaggio di sapori unico. Ci sono ancora 4-5 posticini dove sogno di andare. In più mi sto appassionando alla cucina molecolare. Davvero molto particolare, non so però se riuscirebbe a trasportarmi come altre cucine. Adoro la cucina vegana e vegetariana, molto ricercata e d'effetto. L'ho apprezzata molto.
Viva la vita, viva i colori, viva le diversità, volate alto, sempre, sopra il filo spinato, quello non dovrà mai fermarvi. Tirate fuori le ali e andate a conoscere il mondo. Vivete i sogni, fate cara ogni esperienza ed assaporatela!
Il vino.
Questa è la foto di un quadro. Per me é meraviglioso. Non è solo vino o vino rosso nei calici...
Tanti anni fa ho conseguito un Master di 1° livello in Cultura del Cibo ed Enogastronomia a Ca' Foscari. Un percorso di studio davvero interessante e molto formativo. Mi sono davvero appassionata al vino e alle combinazioni che si possono creare col cibo.
Vino non è solo bere, vino é profumo, vino é simbiosi, vino é amicizia, vino é passione, vino é sedersi uno di fronte all'altro e guardarsi negli occhi, vino é leggerezza, é sedersi a terra con il calice in mano, un caminetto acceso e risate, racconti, legami, é un bacio, é un abbraccio, é un viaggio che parte da un bicchiere e che si diffonde in tutto il nostro corpo facendoci trasportare con le sue note.
Vi racconto un episodio su "la morte del vino": mia nonna, la mia cara nonnina, aveva un chiodo fisso, il risparmio. Lei doveva risparmiare su tutto così, come le arrivavano a casa i volantini dei vari supermercati, decideva dove andare a comprare le uova, l'olio, gli yogurt, e il vino. Poi prendeva la bici e andava a fare la spesa. Ovviamente il vino in cartone costava meno di quello in bottiglia, e quello in cartone formato mini-brick ancora meno. Quindi lei, durante l'inverno acquistava il Tavernello, lo versava in un bicchiere e lo metteva nel microonde ed ecco pronto....il vin brulé! Chiaramente mi fa tanta tenerezza ripensarci, mi manca come l'aria, ma nella sua lunga vita ne ha combinate tante che bisognerebbe scrivere un libro...che forte! Comunque, in quei giorni il vino, povero, soffriva terribilmente..già la marca era di bassa qualità, in più veniva così decapitato.
Oh raga, vino é tanta roba! Assaporatelo!
Il dolore non fa rumore
Io non mi vergogno.
Ero io prima e dopo. Due foto che ovviamente mi piacciono molto ma che raccontano un prima, fatto di tante cose, non ho mai avuto una vita facile, mai. Ma ho sempre sopportato e gli anni sono passati. Ho sopportato calci e sberle ma mai come qualche anno fa quando é arrivato un pugno talmente forte che mi impediva di respirare. Quei momenti ti segnano a vita, da certi grovigli non ne esci, non così facilmente. La seconda foto racchiude in sé tanto. Era una delle prime volte che me ne sono fregata del giudizio altrui, faceva tanto caldo e sudavo tanto sulla testa, in cima ancora non mi erano cresciuti i capelli. Ero a cena con amici e questi, quando mi hanno visto si sono schifati, una serata passata a provare disagio, il disagio era nei loro occhi perché io ero abbastanza tranquilla, ma non era la compagnia giusta evidentemente. Finché appari normale allora vieni accettato, appena sei diverso non vai più bene. La gente prova vergogna ad avere accanto "un diverso". Alla gente, quando gli gira, gli vai bene, appena si stancano, spariscono. Chissenefrega se poi l'altro ci resta male! In questi ultimi anni quante scenate del genere ho visto?! Gente che pensavo matura..ma chiaramente quando uno si stanca di qualcosa, lo getta via. Io in quella foto ero felice: avevo una meravigliosa e profonda cicatrice che per me ha un significato immenso, una collana che è stato uno dei regali più importanti e speciali che ho ricevuto da un'amica, una fenice, ciglia e sopracciglia che mi stavano ricrescendo, capelli che di lì a poco avrei perso per la seconda volta, o terza?! Vabbè, avevano un colore grigio perla spettacolare, erano morbidissimi. E un vestito che ci stavano due me, ma mi piaceva e l'ho voluto indossare. Ero felice e nonostante tutto per me quella foto è bellissima. Ero felice perché ogni giorno ero attorniata da persone che mi davano il loro affetto. In quella foto mi mancavano tante cose, dentro e fuori, ma il cuore era talmente colmo che la negatività rimbalzava.
Il dolore non fa rumore. Non si lascia vedere. Non saprai mai se andrò sui binari del treno finché non lo leggerai sui giornali, non saprai mai niente di me se non mi osservi, se non mi ascolti, se magari non provi a chiedermi "come sto" e non quel fottutissimo "come va" che si dice ogni due per tre, senza sentimento alcuno, ma preoccupati ogni tanto di chi hai vicino, dagli un po' d'importanza, cerca di essere empatico...ogni tanto.
Non tutti sono in grado di manifestare le proprie emozioni, oppure le nascondono dietro un carattere apparentemente forte. Dentro possono essere in frantumi. Alzate gli occhi ogni tanto. Ma non perché la persona sta male, semplicemente perché è una persona, un essere umano e come tutti ha un valore.
Vorrei tanto sapere i miei 5cm a che punto sono. All'inizio erano 20 centimetri, venti, IV e ultimo stadio, il peggiore.. vorrei sapere ma ho un blocco e non tornerò più lì, non salirò più a quel piano, non percorrerò più quel corridoio, non farò più quegli esami. Mi sono fermata tanto tempo fa e non ce la faccio. Non vuol dire arrendersi, no, io non mi sono arresa, ma quando provi dolore, che non è certo la sbucciatura di un ginocchio, arrivi ad un punto in cui sei terrorizzata al solo pensiero. Io non ce la faccio. Non posso. Non riesco. Ho tanta di quella paura che voi esseri umani non ne avete neanche idea. Ho ricominciato a perdere i capelli, ko psico fisico, forse più psico ma certe avvisaglie non sarebbero sempre tutte da sottovalutare, MA ho paura. Tanta. Troppa.
Hello world!
Sto bene.
Ora.
Sto cercando di piangere e non ci riesco. Stamattina c'è tantissima nebbia e verso le 07.00 era proprio fissa. Quando sono uscita ho iniziato a non respirare, mi sono attaccata al mio broncodilatatore di fiducia, ma mi è partito un attacco d'ansia finché ad un certo punto la testa ha iniziato a girarmi. Stavo per perdere i sensi. Per fortuna un passante si è fermato ma ho cercato di fargli credere che era un lieve calo glicemico e dopo averlo ringraziato, sono corsa via perché, ovviamente, ero in ritardo. Non capivo più niente, la testa mi va in black-out, l'attacco d'ansia non si placa e la polverina non fa un cavolo. Ho sbattuto contro auto parcheggiate, muri, aiuole... praticamente sono arrivata al lavoro e sembrava che qualcuno mi avesse messo le mani addosso. Invece in qualche maniera cerco sempre un sostegno quando mi succede questo. Almeno se cado non mi faccio male, o almeno non sbatto la testa a terra. Mi devo arrangiare. Le persone non sarebbero in grado di intervenire correttamente. In caso di calo glicemico é corretto distendere la persona ed alzargli le gambe, nel mio caso, per farmi respirare, qualcuno mi deve sollevare, rimettere in piedi, tenermi più o meno dritta mettendosi dietro di me e appoggiando la sua mano sul mio petto mi deve far fare dei respiri profondi.
Ne ho parlato tante volte con lo pneumologo ma pensa sia asma, mai avuto, io non ho l'asma. Io rischio la vita con la nebbia. A me serve l'ossigeno, no una polverina. In ospedale lo avevo richiesto perché mi faceva stare meglio e me lo avevano dato per tutti e 10 i giorni e lo usavo h24. Mi faceva sentire proprio bene. Chiaro che per strada non posso e non vorrei andare in giro con una tanica sulla schiena e un filo che mi arriva al viso, ma possibile che non ci sia una bomboletta pronta all'uso?! Ne avevo acquistata una, di poco effetto però.
Odio la nebbia. Dovevo prendere l'auto e non c'ho pensato. Spero che il tempo migliori.
Sono solo un po' agitata.
Il mio passatempo s..preferito!
Giornata tipo: stamattina, dopo che le ragazze hanno preso i rispettivi autobus, via in negozio per una consulenza e per una sessione in grotta per un nuovo cliente.
Tornata a casa, intruglio realizzato da ormai una piccola chimica provetta..che sarei io..e adesso distesa a letto per un'oretta. Brucia. La mano e il braccio sono letteralmente congelati. Fa un po' male..ma poi starò meglio! In queste settimane, per risollevarmi, la devo fare tutti i giorni, bisogna! Non voglio pensare ai crampi fortissimi alla pancia, ma la vitamina è veramente potente. Si fa.
Stamattina la vena mi faceva male, ieri sera le vene, anche quelle dell'altro braccio mi facevano male, non riuscivo neanche a portare la borsa sul braccio. Le vene non stanno bene. Punto.
C'è stato un periodo in cui non sono riuscita a farmi la flebo, per me é fondamentale ma ero bloccata: troppo dolore e troppi pensieri. Passavano le settimane, scoprivo l'ago e lo ricoprivo. Poi quando mi sono decisa, ormai era da sostituire. Non é sempre facile. Ci sono dei momenti in cui mi sento tremendamente sola. Non è così, per fortuna! Ma ognuno di noi ha poco tempo per tutto e il tempo passa. Il tempo che si dedica agli altri é "al volo" e arriviamo al punto in cui non c'è più tempo..
Tra poco preparo il pranzo per due studenti che tornano affamati e poi via al lavoro fino a sera.
Domani lavoro tutto il giorno e in più negozio in pausa pranzo, finally, domenica libera che ovviamente non passerò a letto perché non é giusto che per colpa mia restino chiusi in casa.
Ieri è stata una giornata molto dura.
Attacchi d'ansia.
Pianti.
Dolori atroci.
Destroyed
Ieri pomeriggio è stata dura.
Al lavoro era tutto tranquillo, per fortuna. Ho dovuto distendermi. Ho dovuto fermarmi. Nel corso del pomeriggio i dolori sono aumentati portandomi ad avere delle crisi. Stavo malissimo perché non riuscivo a sopportarli, superavano la mia soglia di sopportazione e piangere era l'unico modo, forse, per sfogarmi. La febbre continuava a salire, il dolore insopportabile sulla cicatrice della biopsia aumentava e mi sentivo inerme, bloccata. Non potevo andare via, non potevo chiudere e andare a casa. Il braccio dove avevo l'ago iniziava a farmi male. Stavo andando in tilt, sono andata in tilt. Non vorrei che si fosse risvegliato e che stesse spingendo sulla cicatrice. Sì perché i 5cm rimasti sono proprio localizzati lì. Non so neanche come sono riuscita ad arrivare a casa ieri sera, tremavo perfino. Parlavo da sola..una signora mi ha anche guardato storto.... Entrata a casa mi sono subito andata a fare una doccia, ho guardato il braccio e ho capito che dovevo togliere immediatamente l'ago. Infatti. Flebite. I miei figli mi hanno rimboccato le coperte e messa a letto. Non riuscivo a trovare una buona posizione per rilassarmi e addormentarmi, i dolori sulla cicatrice erano forti. La febbre ancora alta e avevo freddo.
Stamattina sono rimasta a letto fino all'ultimo. Ho dei crampi alla pancia di una potenza che non so descrivervi. Bloccata. Ho preso un tachiflu e la temperatura sta scendendo, almeno quella. La cicatrice non la voglio neanche toccare, vediamo come va durante la giornata. Sarà una giornata piena. Spero di controllare l'ansia e di non viaggiare troppo con i pensieri.
Non voglio andare in ospedale.
Magari mi tengono lì.
Mi è successo due volte e in codice rosso.
Non voglio sentire nessuna brutta notizia. Non sono pronta, se arriva é finita, se arriva so che non riuscirò a scamparla.
Non farò più tac, non farò più pet. Nossignori. Voglio stare tranquilla. Cerco da tempo la tranquillità e voglio solo stare con i miei figli. Basta dolore, basta. Non mi allontanerò mai più. E poi ho troppi impegni. Non si può fare.
Vero. Adoro sedermi in un locale e chiacchierare, funziona meglio all'estero. Lì come ti siedi puoi stare ore interminabili. Ovunque c'è il wi-fi e la possibilità di attaccare il portatile, quindi non solo parlare, bere qualcosa, ma anche studiare e lavorare.
Uscire con un'amica e parlare davanti a una bevanda è meraviglioso. Preferisco l'aperitivo, mi rilassa di più, ma scambiare due parole in una bella terrazza circondati da un panorama mozzafiato, al tramonto, sarebbe proprio l'ideale.
Avere tempo, trovare tempo..
La bellezza di sedersi in un locale e farlo avendo tempo libero, non dover fare nulla dopo, non avere orari. Dedicarsi in pieno a chi si ha davanti e godersi l'atmosfera. Già.
#sogniadocchiaperti
Eh sì, chi mi conosce lo sa, ora mi sto facendo di quei viaggi mentali da capogiro...giro del mondo in 365 secondi. Non sono nel panico. Ma sto pensando. Cosa faccio? Qualcuno dovrà darmi delle risposte.. io però ho paura a chiedere. Sono quei 5cm... oppure???? Mi serve un'alternativa... ho bisogno di alternative perché non può essere. Non può.
Comunione e Cresima
Eclissiamo il tutto e..
Passiamo ad un nuovo argomento.
I miei figli in Aprile prenderanno una la Comunione e l'altra la Cresima, prima la Cresima nel tardo pomeriggio di sabato e dopo la Comunione a metà mattina, la domenica. Ebbene. Per la Cresima ognuno veste come vuole, ma per la Comunione io non capisco, ma dove vivo ora, non si usa la tunica. É tutto uno sfoggiare il vestito più bello. Questo non lo capirò mai. Non lo trovo sensato.
Devo prenotare il ristorante. La sera invece aperitivo di pesce...altrimenti mi sbanco. Per fortuna i parenti sono pochissimi.
Non so come vestirmi, avevo trovato una camicetta carina carina e un paio di pantaloni con un taglio particolare e un colore diverso dal solito ma hanno solo taglie grandi.. magari un completo? In aprile potrebbe perfino nevicare... la sera con un completo e di giorno con un altro?! Bah, metterei sempre lo stesso...
Il fotografo...nel paese dove vivo ce n'è uno che ahimè non sa proprio fotografare. Taglia piedi, taglia i particolari, le foto che fa sono prive di emozioni, non so neanche perché ha aperto un'attività simile. Non mi piace, non ho niente contro di lui ma non é un valido professionista. Le foto per me sono importantissime. Chiamano sempre lui. Và a sapere!
Aldilà di tutti questi discorsi un po' futili, spero che nel loro piccolo queste generazioni apprendano il valore delle scelte e delle azioni che vanno a compiere. Sono tutti passi importanti che fanno parte della loro crescita e maturità.
Viva la vita!
Ve l'avevo detto, a me la montagna fa resuscitare! Oggi era un incanto: cielo azzurro, montagne ricoperte da una spolverata lieve di zucchero a velo, il sole che splende e le illumina..le persone, la loro cordialità, adoro! Vi adoro perché mi sento a casa e torno ad essere quella che sono, tranquilla, solare e in pace col mondo. Oddio, con un'adolescente e una in procinto di tranquillità ce n'è proprio poca. Ma tutto il resto, tutto tutto a cominciare dall'aria, i colori, tutto sorride, tutto splende. Ho mangiato, un bel pranzetto montanaro. E non sono stata male. Ho camminato e non mi sono affaticata. Ho mangiato la neve come i bambini, buona! (Ce n'era tanta!) Sono grata alla vita, io voglio essere sepolta in un cimitero di montagna! Lì è casa mia, lì riposerei in pace. Lì sarei serena. Ogni volta rinasco, ogni volta torno sorridente non dando peso al mio stato di salute. Tuttora ho dolori forti alla pancia, alla cicatrice, oggi perfino si irradiava fino all'ascella, sempre a destra. Sono tornata con il desiderio di tornare in ospedale, di sapere, ed eventualmente di accettare: sono pronta! Oggi vi dico che in caso, io ce la posso fare! Spero di non ripensarci. Spero non bloccarmi, non so neanche se l'impegnativa per il Follow-up è ancora valida o devo correre in pronto soccorso, vista la situazione? Non ho tempo. Dovrei trovarlo.. Qualcuno mi accompagna?? Non so se riesco a farcela da sola.
Giornata mondiale contro il tumore
La parola "Cancro" non mi è mai piaciuta. Mi fa paura. Mi lascia senza fiato. "Tumore" lo gestisco meglio, mi sembra di avere qualcosa di più lieve, possibile da sconfiggere.
Spesso ci dimentichiamo la fortuna che abbiamo, dovremmo regalare sorrisi ogni giorno, vivere con più leggerezza, siamo solo piume che per un periodo restano ferme in un posto, e poi volano via.
Ho voluto mettere la foto di quella sedia. Orrenda. Se trovo la foto del lungo corridoio che porta in quelle stanze, lo posto. Mi sembrava, ogni volta, di andare al patibolo. Lì ho gridato, lì ho pianto, lì ho vomitato, lì sono svenuta, lì ho dormito, lì ho avuto un ictus, lì mi hanno incoraggiata, lì mi hanno consolata, lì mi hanno coccolata, lì ho passato tempo interminabile, lì volevo scappare. Lì ho trovato il coraggio, lì ho lottato, lì io c'ero, lì ero "da sola" ma con una grinta e con degli artigli da leone. Lì io volevo vivere, lì dove perdevo i miei capelli, le mie ciglia, le mi sopracciglia, i miei kg, la mia identità... lì io volevo vivere per i miei figli! Passavo le ore con la musica a tutto volume. La musica mi porta in un'altra dimensione, mi allontana dalla realtà ed era proprio quello che cercavo. Riuscivo a dormire. Quelle sostanze mi davano allucinazioni, mi intontivano e andavano a demolire il sistema nervoso ma non in quel momento, da quel momento. Ricordo il freddo, quanto freddo. Lì mi davano un lenzuolo e una coperta. Da quel momento sono diventata freddolosa, tremo, in alcuni momenti, credo mi si congeli il sangue perfino. Gli odori, solo ripensandoci mi vengono gli sforzi. Non riesco più a sopportare il dolore e l'odore delle medicine.
La sera andavo a dormire col cappello, avevo troppo freddo. La mattina mi alzavo e vomitavo. Tutte le sante mattine. Poi un buchetto sulla pancia e via ad iniziare la giornata. Erano 8 pastiglie mattino 8 la sera? Sì circa. Colazione circa, porta i figli a scuola, qualche vomitino improvviso, e riprendi i figli, vai a lavoricchiare, porta i figli a fare sport, segui i figli nei compiti, porta i figli a catechismo, portali a divertirsi, faticoso. Tanto. Ho sempre fatto tutto però. Solo una mattina ricordo di non essermi alzata, non avevo più pelle, tirava tutta, erano apparse ossa mai viste, sangue non ne scorreva più, un giorno ho avuto delke perdite che avevo il sangue che scivolava dentro le scarpe, ho rischiato trasfusioni ma mai fatte. Guardandomi, si riusciva quasi a intravedere la forma del teschio. Ero un quadro di Munch. Sembra una tragedia a leggerlo, ma quando ci sei dentro non pensi, vai avanti, affronti e combatti. Non arrivi a piangerti addosso, davvero! Stanno peggio gli altri, ma tu no, non ti fermi. A me credo sia capitato una volta sola, avevo chiesto di disporre le mie volontà, con 20cm di tumore al IV Stadio, capite bene.
Adesso sono in attesa, attesa di fare, attesa di sapere, E dovesse essere, pronta a combattere. Sì, io ci sono, sono tornata sul pezzo! Sono qui.
Io voglio vivere! E voi?
Arte e sentimento
L'ho vista anni fa. Esiste davvero. E quando l'ho vista era un po' come me: rispecchiava i miei sentimenti ed era proprio come stavo diventando io. Penso che ognuno di voi, almeno una volta nella vita, si sia sentito così. Però non mi aveva colpito per la fragilità che stava rappresentando, bensì per l'opportunità che c'è sempre, ma non la si vede, quando si vede tutto nero. Osservate bene, ha la testa abbassata. Se guardasse bene dentro di sé, dentro il suo cuore, vedrebbe una bellissima luce. Un bel tramonto. Una ricchezza interiore non da poco. La luce. Ed è proprio quello l'appiglio. Quando pensiamo sia finita, dobbiamo scavare dentro di noi perché dentro, o dietro a noi, presto arriverà qualcosa di positivo, ma dobbiamo rimboccarci le maniche. É lì, il sole c'è sempre sopra alle nuvole, anche quando piove! La vorrei anche io una vita facile. Non l'ho mai avuta, tutto quello che ho me lo sono guadagnato.
Qualche anno fa una persona che non ammiro per niente, mi ha detto una frase che mi ha illuminata: "certe cose capitano solo a chi ce la può fare, chi ha il coraggio e la grinta per lottare, se è capitato a te, vuol dire che sei in grado di farcela". Ora il destino purtroppo ci riserva sorprese amare, alle volte, ma sentirmi dire quelle parole, del tutto inaspettate, mi ha dato un'energia grandissima.
Questo post lo faccio forse più per me stessa perché sto passando giornate difficili, ho tanto dolore. Ieri sera ho gridato talmente forte che credo mi abbia sentita la signora del piano terra, poi il soliti crampi tutta la notte e altre cose sulla pancia, ma non dico ancora nulla perché devo controllare meglio (sperando non si sia ingrandito l'angioma, "Signora, senza saperlo ce l'hanno tutti" ...benedetta infermiera...). Il dolore sulla cicatrice continua ad essere frequente. Ci sarà una spiegazione, non trovo possibile ..non lo voglio neanche dire..ma mi tocca fare degli esami, di quelli invasivi, di quelli per cui non tifo, ma non ho scelta.
Un sogno..
Quanto vorrei riuscire ad aprire un piccolo hotel in montagna, in legno, massimo 8 camere. Una piccola sala per la colazione ed eventualmente per il brunch e la cena. Avrei già tutte le idee messe bene in ordine. Dentro la mia testa é già tutto ben organizzato. Mi manca lo sponsor... Perché per fare qualsiasi cosa, servono i soldi??? Santo cielo. Qualcuno che legge e che ne ha tanti e vuole regalarmeli?? Bisognerebbe trovare il bando giusto, ma anche quello dell'imprenditoria femminile lo avevano bloccato e quando c'era richiedeva una spesa di almeno 200000€ di imponibile, allucinante. Mai niente a fondo perduto perduto perduto???
Sarebbe proprio un bel progetto, ogni volta che ci penso, viaggio, oh, lo costruisco col pensiero quel piccolo hotel. Le tendine, le tovaglie, tutto l'arredo, il menu, il buffet, gli addobbi, l'atmosfera..
Bene, abbiamo sognato che basta. Torniamo sulla Terra. Baci
I want to be different
Ho passato e vissuto anni molto difficili nella mia vita e credo di essere sopravvissuta grazie al mio carattere forte, che é diventato forte, negli anni mi sono costruita una corazza molto spessa..un pezzo di merda fuori ma di una grande sensibilità e forse fragilità dentro. Non ho avuto scelta. Mi hanno salvata i diari dei segreti, mi hanno salvata le mie storie mentali, riuscivo a rintanarmi in un mondo da me costruito dove mi assentavo per sopravvivere. Mi ha salvata mia nonna. Lei era il mio tutto. Con lei facevo di tutto. Con lei mi sono sempre confidata e lei mi amava tantissimo. Lei sapeva. Mi dava tanto affetto. É mancata a quasi 96 anni nel 2022. Mi ha accompagnata per gran parte della mia vita e c'è sempre stata nei momenti importanti. Senza di lei sono cambiate tante cose.
Ho sempre avuto tanta pazienza. Mi sono in un certo senso adeguata alla situazione e ripetuta più volte che prima o poi sarebbe cambiato, sarebbe migliorato. Non ho avuto amore ma sapevo che sarebbe arrivato il momento e l'opportunità di donarlo agli altri. Mi bastava questo per essere felice. Io sono cresciuta diversa, diversa dagli altri che avevano la fortuna di avere qualcuno che li stimasse, diversa perché ero brutta e purtroppo detengo ancora questo primato ma con una visione e un peso completamente diverso, ora (della serie, me ne sbatto altamente), diversa perché emarginata, fortunatamente non venivo bullizzata, ma messa da parte sì, pazzesco ma erano i genitori dei miei compagni che a causa degli atteggiamenti di mia madre erano impressionati e così non venivo invitata nemmeno ai compleanni, come se fosse colpa mia. A me copava e jera colpa mia... e poi ecco perché in 4 superiore già mi ero divorata L'analisi transazionale di Berne e la Pragmatica della Comunicazione umana di P. Watzlawick...due uomini che hanno dato un senso e una consapevolezza di chi ero e del perché stavo e pensavo così. Anche l'Acr e forse i campi scuola mi hanno salvata. Per mantenere vivi i rapporti di amicizia non esistevano i telefoni, quindi ti sentivi per lettera o ti telefonavi sul fisso ma, a casa, non avevi la privacy di cui necessitavi. Allora ogni tanto si usciva e si andava in cabina telefonica o col gettone o monete o carta telefonica. Poi c'era la bici e con quella andavo ovunque. Stavo via ore. Crescendo, soprattutto alle superiori ci si organizzava con qualche amica con la bici, o con i pattini o si prendeva l'autobus e qualche ora la si passava in allegria. Poi però si rincasava. Gli anni migliori sono arrivati con l'università, consiglierei a chiunque di andare a vivere fuori casa. Ho cominciato a vivere, ad essere felice, quante nuove amicizie e non solo. Tutti quegli anni resteranno un indelebile e meraviglioso ricordo. Da quel momento non mi sono più fermata. Ero diventata la protagonista. Ce la facevo e non mi importava più del giudizio di qualcuno. Mi sentivo infallibile, mi sentivo brava, mi sentivo viva, accettata sempre e da tutti, mi sentivo finalmente normale e adoravo la mia diversità, che c'era ma semplicemente perché ognuno è diverso, diversa perché avevo il mio carattere, le mie qualità, i miei sogni, le mie paure, le mie passioni, realizzarlo è stato fondamentale!
Nel corso degli anni invece, mi sono interfacciata con bambini e ragazzi che subivano bullismo, alcuni arrivavano in piscina con le gambe piene di botte. Chiedevamo spiegazioni e la risposta era che venivano presi a calci e fatti cadere a scuola dai compagni perché disabili e/o con qualche handicap. E le insegnanti?! "Non vedevano" "non c'erano" Credetemi, quello in me scatenava una rabbia da prendere il lanciafiamme. Mi veniva la pelle d'oca e ascoltare i loro racconti mi riportava a ciò che stava vivendo mia figlia: tre collassi, offese, distruzione lavoretti scolastici e nessuno ha mai fatto niente se non il teatrino "chi è stato?" "Ah ma io non c'ero" "in quel momento non ho visto" e puttanate varie...fortunatamente il karma ha ribaltato totalmente la situazione ora. Ma soffrire così alla loro età non lo auguro a nessuno! Non é giusto. Dentro ti si crea un dolore, una sofferenza tale che o reagisci e ne parli o ti ammazzi. A quell'età non hai ancora raggiunto la maturità che ti permette di comprendere e reagire correttamente. Non è facile.
Lo sport aiuta, accetta, mette ogni individuo sullo stesso piano. Siamo diversi? Ovvio. Per fortuna. Certo che sì. Grazie a Dio. Nello sport ogni persona ha una possibilità, ogni persona può esprimersi, ogni persona viene accettata e trattata con rispetto.
Ogni persona ha diritto di vivere, di essere felice e venire rispettata. Siamo diversi, sì certo, benvenga! Non vorrei mai essere uguale a qualcun altro. Per carità. Io sono io.
Per me é bellissimo incontrare persone, non mi è mai interessato sapere l'età, l'estrazione sociale, la razza, il credo, etc. É meraviglioso semplicemente avere l'opportunità di potersi interfacciare con gli altri e creare un legame, momenti di confronto, di scambio di esperienze, etc si ha sempre qualcosa da imparare e questo ci arricchisce tantissimo.
Ognuno di noi è unico, speciale e diverso!!
Lo Shiatsu
Immagino che pochi di voi conoscono questa disciplina. Nel mio negozio, anni fa l'avevo inserito nella lista dei trattamenti ma non è durato granché, prima del covid sì, poi invece non ci sono state più richieste e allora l'operatore non è più venuto. Le persone purtroppo, non lo conoscono, se parli di massaggi capiscono, altrimenti c'è diffidenza. Io però me ne sono innamorata.
Ci si distende sopra al tatami, si resta vestiti e l'operatore fa delle pressioni su tutto il corpo. Parte da un braccio e facendo tutto il giro arriva all'altro, soffermandosi nei punti più critici. Oltre a darmi sollievo, mi risolve sempre tantissimi problemi, arrivo con un dolore ed esco rilassata. Non è poco. Non sempre si risolve tutto con una seduta, chiaramente, a volte sì, altre volte me ne sono servite una decina. Non so come ma l'operatore sa e sente dove c'è il problema.
Ieri sera, perché il mio operatore shiatsu è un angelo, mi ha trattata dalle 21 alle 23.00 ...per ben due ore. Sono ancora da sedia a rotelle, il dolore persiste ed è molto forte, ma almeno in alcu e zone ho risolto. Lui, ancor prima di essere ricoverata, LO aveva localizzato. Il punto preciso. Capite bene che non sono ciarlatani, gli operatori shiatsu vengono formati in accademia per ben 4 anni. Più varie specializzazioni. Alcuni lavorano a stretto contatto con medici negli ospedali. Un motivo ci sarà..
Ha sempre paura di farmi male perché lui è un orso e io la sua metà ma resisto tantissimo al dolore e quindi gli dico sempre di affondare bene..insomma se bisogna risolvere bisogna dargli la possibilità di lavorare bene, no?! Come quelle massaggiatrici che tu dici che vuoi un massaggio decontratturante e loro ti sfiorano appena, odio.
Esiste anche quello in acqua che però si chiama watsu, se non erro, anche quello dicono essere molto rilassante ma mi sono sempre chiesta come facciano a premere sul corpo...devi per forza essere su un piano solido. Da provare.
Cioccolata
Ho un'irrefrenabile voglia di cioccolata.
Preferisco i salati e ho fatto colazione con uova e bacon ma ho una voglia di mangiare della cioccolata, buona morbida, che si sciolga in bocca.... credo sia la menopausa perché ho gli ormoni impazziti. Li sento. E chiamano cioccolata 🤣🤣
Di solito preferisco la cioccolata fondente, rigorosamente fondente, più amara è meglio è perché mi resta il gusto in bocca per ore e lo adoro, magari col caffettino.. top! Ma in questo momento sarei indirizzata verso la gianduia, la domenica si ha più voglia di coccole e allora vada per un interno morbido. Non la comprerò, se la compro me la divoro in un battibaleno, nelle mie mani, dopo il primo morso, ne seguirebbe un secondo, un terzo e così via fino a terminarla. Ecco perché a casa mia non ce n'è...riesco a rubarla anche dalla calza della befana dei miei figli, sono terribile. Non potrei mai avere un barattolo di Nutella o di Nocciolata. No. È fuori discussione. Prenderei il cucchiaino e chi si ferma più.
Buona domenica.
Vi lascio con questo pensiero...
IL RUMORE DI UN BACIO.
É potente, spacca tutto, é una freccia che colpisce e va a segno.
É tanta roba.
Godeteveli. Datene. Assaporateli, sanno d'amore sincero. Sono convinta che aumentino perfino le difese immunitarie!
Smack. 💋
Ieri notte la mia ematologa mi ha inviato una email.
"Probabile progressione di malattia" ...tac con contrasto. Dica al suo medico di farle l'impegnativa...
Allora il mio risveglio stamattina è stato drastico, come potete ben capire. E dico, ma porca miseria, l'appuntamento per la tac non me lo poteva dare direttamente lei??? Azzo! Ora invio la richiesta al medico e il cup mi darà appuntamento per il 2027... no vabbé, fottiamocene pure... non riesco davvero a capire questi atteggiamenti. Non bisognerebbe intervenire subito? Non avrebbe dovuto prenotarlo lei direttamente in quanto paziente (anche se non andavo più da tempo?) come è sempre stato fatto?!? Se non fosse che stavolta ho davvero tanta paura, lascerei perdere!
La scorsa settimana ha bussato di nuovo, sono qui... siamo quei meravigliosi 5cm che tutti dicevano essere "dormienti" e ho rotto tanto le balle per sapere bene la situazione quella volta...caspita se da 20cm ne restano 5cm..non sono un po' troppi, non era il caso di operarmi e toglierli per evitare ulteriori colpi di scena?! Dico io, eh?!
Sono settimane ormai che non mi sento troppo in forma, non ho pensato ad avvisaglie ma solo a dei sintomi passeggeri, come hanno tutti. Se ad ogni malessere pensassi al peggio mi dovrebbero internare.
Io sono tranquilla se so, se so, affronto. Il restare col fiato sospeso mi crea capogiri, attacchi d'ansia infiniti, viaggi mentali oltre oceano. C'è un dubbio? Un grande dubbio???? Allora interveniamo e subito! Capisco anche che purtroppo non sono la sola e che ci sono tantissime persone che purtroppo si trovano in questa e in altre situazioni ben peggiori, ahimè. E non voglio passare davanti a nessuno, sia chiaro. Trovo però che se c'è questo alto rischio, bisogna andare a fondo e velocemente. Fare questonesame privatamente costa davvero tanti soldi. Una pet arriva a costare anche 1300€, una tac se non erro sui 5/600€.
Oggi non voglio dire nulla. Non avrebbe senso.
Magari se avete tempo, statemi vicini! 😩
Attendo.
Figli
Litigate mai con i vostri figli?
Io sì, tutti i giorni. Ogni giorno ci sono tanti puntini sulle "i" da mettere. E finché potrò lo farò. Devono capire cos'è giusto e cosa è sbagliato. Devono capire quando un atteggiamento non è appropriato, devono capire, devono essere educati i figli e non é sempre facile. Ci devi stare dietro, bisogna occuparsene e non lasciar passare. Bisogna formarli perché diventino degli adulti maturi, svegli, con sani principi. E quindi la litigata quotidiana ci sta.
Ieri sera sono tornata a casa con gli occhi infuocati. Ho scoperto che mi avevano raccontato una bugia. Grande. Brutta. Mi sono sentita veramente ferita. Credo di non aver gestito bene la situazione ma non giustifico nessun essere umano che si prende gioco di me. Chi é falso viene eliminato. La falsità è per me inaccettabile e divento molto cattiva quando scopro che si manca di sincerità nei miei confronti. Il rispetto é alla base di qualsiasi rapporto. Senza fiducia tutto si sgretola. Figurati se i miei figli mi fanno un torto del genere divento una furia. Ieri lo sono stata. E sono ancora arrabbiata, vediamo fino a quando riuscirò ad esserlo. Odio queste situazioni, ma odio questi atteggiamenti, non posso passare oltre. Io ho delle regole, io ho delle idee di vita. Ci sono dei principi di onestà, rispetto e cortesia che non possono essere ignorati. E i miei figli devono impararlo e metterlo in pratica.
Faccio di tutto per loro, anche di più credo, non penso si possano lamentare, non sono viziati ma provvedo veramente a tanto. Abbiano un rapporto unico, forte, siamo unite al 300% MA pretendo che non se ne approfittino, mai. Pensano di essere furbi e allora non va più bene. Ci provano ma vengono scoperti e allora cazziatone hitleriano senza possibilità di replica. Va fatto. Per il loro bene. Amen.
Giorni difficili
Non c'è stato un blocco dello scrittore, da scrivere ne avrei sempre ma in questo periodo faccio fatica. Sto vivendo un bruttissimo periodo e quella famosa luce alla fine del tunnel, ancora non si vede. Anzi, attualmente, vivo l'oscurità più piena. Cosa vuol dire: pianti quotidiani, guerre, attese, digiuni, insomma niente di sano in questo periodo. É un periodo distruttivo. In più sto anche lavorando tanto e mi pesa. Non riesco ad apprezzare niente e sto andando in tilt. Se non urlo, piango, se non mi arrabbio, piango, c'è una stanchezza dentro me che mi pesa, pesa sul cuore, sui bei pensieri, sui miei sorrisi. Non lo so.
Non voglio pesare a e su nessuno. Comunque non ci riuscirei, la gente è sempre di corsa, dimentica, ha chiaramente una vita di cui occuparsi e normalmente é incasinata e piena di impegni, come quella di tutti.
Ho appena portato i miei figli a divertirsi, loro ne hanno diritto, io invece mi sono seduta su un divanetto a scrivere queste due righe. Arrivando in questo posto, davanti a noi avevamo la vista sulle montagne. Erano tutte con la cima piena di neve. Uno spettacolo mozzafiato. Come sfondo, un cielo azzurro e un sole splendente. Uno spettacolo da restare incantati e restare ad ammirare questa opportunità. Io tenderei ad essere una vagabonda e starei sempre all'aperto sotto un cielo che ci manda tanti meravigliosi messaggi e ci fa emozionare. A me non serve molto, la bellezza della natura già mi capovolge la giornata. Mi piace volare, é un paio d'anni ormai che non volo più dopo aver escluso parapendio e deltaplano per malesseri durante il volo, ripeterei all'infinito il paracadutismo. Mi manca tanto. Lassù si sta bene. Ogni volta che prendo l'aereo e si arriva ad avere le nuvole sotto e un brillante cielo azzurro sopra, beh ecco, è lì che mi vorrei fermare. Adoro!
Iniziamo...
Ieri è stata una di quelle giornate dove hai visto il fondo, lo stavi per toccare, poi arriva qualcuno e ti solleva, ti prende per un braccio e ti evita il peggio. Alla fine mi sono quasi sentita una stupida, ma quando vai in crisi ci sei dentro fino al collo. Se non riemergi, affoghi. Chiuso il discorso.
Domani si inizia. 1° step.
Si parte. Sveglia all'alba. Andiamo a farci bucare sull'unica bella vena del braccio sinistro.
Speriamo di non svenire. Vado in compagnia ed esco tranquilla, vado da sola mi trascino per i corridoi con un colorito bianco violaceo verdino con conati di vomito e le labbra che si muovono cercando di far uscire qualche parola...assurdo.
E poi attendiamo.
Speriamo di avere delle spiegazioni.
07.08 in auto, 07.18 arrivata all'ospedale... avrei voluto dormire di più, ho temporeggiato dal suono della sveglia e mi sono presa in ritardo. Poi col turbo sono volata, il tempo di entrare dentro alla sala d'attesa con un gran bel fiatone ed è uscito il mio numero sul monitor.
Ho corso così tanto che fortunatamente ho pensato solo ad arrivare in tempo, così non é salita l'ansia. Quella è arrivata stando lì in attesa di entrare nel box per il prelievo.
D 27 box 5...'rivo. Trovo un'infermiera un po' "agée", stile Maria Teresa di Calcutta. Come mi siedo, tempo di tirare su la manica del maglione, inizio a battere le gambe, a stringere tutti i pugni (two is megl che uan) e un bel pianto fisso con lacrimoni giganti e inizia il meraviglioso dialogo tra me e l'infermiera:
I: cosa c'è?
Io: sono agitata, ho paura, solo al pensiero di provare dolore, mi agito. Può parlarmi di qualsiasi cosa, ma mi distragga, la prego. (Lacrime a go go nel frattempo)
I: ne ha parlato con l'ematologo?
Io: no, non so, non mi ricordo (cribbio, ti ho detto di distrarmi)
I: è il caso che si faccia vedere...sa, anche da uno psicologo...
Io: grazie. (I sottotitoli non ve li scrivo perché potrei essere perseguita e arrestata)
Un minuto, anzi meno. Sarebbe bastata una parola dolce, empatica..mi sarei alzata e me ne sarei andata tranquilla e non col viso tutto bagnato. Ma dove sta finendo l'umanità? Mi rendo conto di non attraversare un periodo facile, ma certo che riesco a captare solo pezzi di merda.
Il TEMPO signori, quello sconosciuto che passa e non torna più, quello che si cerca di avere, di tirare indietro quando si scopre di non averne più, quello che quando ne hai lo butti, non te ne accorgi e passa. Chi ne ha dovrebbe farne tesoro e sfruttarlo in pieno, essere gentili é gratis, empatici pure, donare un minuto del proprio tempo agli altri pure, cosa ci costa, cosa ci costa essere altruisti?! Dare senza dover per forza ricevere, ascoltare per un paio di secondi la persona che si ha davanti, all'interno di una struttura ospedaliera per lo più..
Meritiamo l'estinzione? Ma sicuro. Facciamo schifo, dovremmo ritirarci se non siamo in grado di rapportarci col prossimo, cosa usciamo di casa a fare, cosa parliamo, cosa scriviamo, cosa promettiamo, quanta apparenza..si fa proprio fatica ad essere realmente presenti nella vita degli altri, le persone non ci sono per sempre, quando muore però salta fuori che era il tuo migliore amico, che era speciale e frignate... ma daiiiii, che scenate che vedo certe volte. Cogliamo le opportunità, ne abbiamo ogni giorno, tante e meravigliose, dovremmo lanciarci sempre, col sorriso, ed essere più sinceri con noi stessi e con gli altri.
Cara Maria Teresa di Calcutta è giunta l'età della pensione, cazzo un minuto alle 7 del mattino potevi pure donarmelo anche con "dai, non ti preoccupare", finito di lavorare nella box 1mq x 1mq vada in qualche Centro di Ascolto. Lei.
E buona giornata.
Cmq, nel frattempo arrivati i risultati e nuovamente i globuli bianchi si sono abbassati. Emocromo pure. Altri valori dentro al range, ma sul limite più basso.
Attendiamo il Doc e anche la settimana prossima. Vediamo cosa ci attende, cosa ci riserverà il futuro? Altre meravigliose ed entusiasmanti avventure. Come vi ho già detto, l'attesa, forse come a tutti, mi distrugge, se so affronto!!! No?
Melomania
Stamattina ragazzi, musica a palla 🎶 🎵 🥁 🎺
Per me ogni giorno é la giornata internazionale della musica, non potrei vivere senza. Stamattina ascolto mix da discoteca, energia, carica a mille. Ci sta.
Per strada mentre cammino metto le cuffiette con la musica ad alto volume, io, il paesaggio e le note musicali. (Se mi parlate non vi sento) Non c'è altro, contaminata dalla musica. Pago tutti i mesi YouTube per non avere la pubblicità, non si può ascoltare la musica ed essere disturbati da cavolate ogni volta dopo ogni brano.
Al momento, é un continuo di musica elettronica, evidentemente ho bisogno di ritmo, e in quei brani è ben scandito.
La musica è ovunque. Il primo assioma della Pragmatica della Comunicazione umana dice "Non si può non comunicare". È verissimo, tutto comunica, anche il silenzio. E la musica dà tantissimo a tutti, é una cura importantissima in certi casi. Comunica qualcosa, sempre e comunque, anche un semplice tocco. Un solo suono già fa scattare qualcosa in noi, qualcosa si attiva dalla prima nota. In Trentino, in alta montagna, sui 2500mt c'è un percorso dove si incontrano postazioni adatte soprattutto ai bambini dove, con strumenti appositi, battendo su superfici realizzate con diversi materiali emettono suoni che rimbombano nel paesaggio circostante e dentro i presenti. Quello mi ha sempre colpito tantissimo. Melodie dolci e leggere davanti ad uno scenario spettacolare, tra verdi prati, vette maestose e la natura che respira felice insieme a chi la rispetta. Spettacolo. Si poteva addirittura sedersi ad ascoltare questi suoni dentro ad una palla di legno.
Mai assistito ad un concerto in alta montagna? Mai assistito ad un concerto al buio con le sole candele accese? Mai ascoltato la musica bendati? Magari facendo ginnastica? In auto? A piedi? Al lavoro? É la nostra colonna sonora.
Quando starò veramente male, vorrei avere la musica sempre accesa vicino a me, ballerò sicuramente dentro, con la mente, ed è quello che non vorrei mai smettere di fare!
Quanto vorrei organizzare una festa con tanta musica, ballare ad oltranza tutti insieme, come ai vecchi tempi..
Profffyy
Dal momento che non ho mai tempo di guardare la televisione e quando ne ho sono talmente stanca che vado a dormire, non sapevo che continuasse ad avere il suo programma di viaggi.
Lui é stato il mio prof. Laurea Specialistica, tanti anni fa..28/30! Alto, malconcio e tutto spettinato... non ricordo esattamente ma aveva un insegnamento relativo alla Comunicazione.. anni dopo l'ho incontrato nel Castello di Federico II mentre stava girando una puntata di Voyager e ha preso in braccio la mia piccolina di 4 mesi.
Ho sempre adorato i suoi programmi, dovrebbero proporne di più, un po' di cultura non farebbe male a nessuno! E poi si viaggerebbe gratis da casa, non male. E i giovani imparerebbero qualcosa in più su ciò che li circonda anziché passare ore davanti al telefonino e chiudersi in un mondo a parte.
Bei tempi, quegli anni, quanta nostalgia! Ci penso spesso, li porto nel cuore con tanta gioia. Mi mancano tantissimo le persone incontrate in quegli anni, ogni tanto ci si sente, ma non é la stessa cosa. Quante ne abbiamo combinate, quante ne abbiamo vissute! Speciale veramente.
Riusciremmo mai a sopravvivere ai nostri figli?!
Non credo.
Sono pensieri, che almeno a me, di tanto in tanto, soprattutto ascoltando o leggendo le notizie, si fanno vivi nella mente. Negli ultimi giorni, con la notizia di quel bimbo di 2 anni, ancora di più. Non so se con una motivazione chiara, con delle spiegazioni fatte da professionisti che sono lì apposta per salvare vite, ti disperi ma sei cosciente che non c'era altro da fare ed è peggio se in piena notte ti venisse a bussare la polizia stradale..o se sempre mamma e sempre figlio e quindi non cambierebbe.
Un'amica che conoscevo da quando ancora portava il pannolino, a 17 anni, una mattina anziché entrare dentro al cancello della scuola è andata a passeggiare sui binari del treno. Figlia unica. Una buona, bella e brava ragazza. Lo so si dice sempre così dopo, ma é la verità. Non ha lasciato biglietti, é stato un colpo al cuore apprenderlo dal tg3. Un'intera comunità sconvolta. É stata riconosciuta da un orecchino. L'ha riconosciuta un prof, e poi anche i genitori hanno dovuto fare il riconoscimento. Non li ho più visti dopo il funerale, mai più. Forse scappi, ti trasferisci, chiudi le porte a tutto e tutti? Ti lasci andare? Non avevano l'età per avere altri figli. Giocavamo insieme a casa di suo cugino: nascondino, un due tre, stella! Alle belle statuine, lupo mangia colori, lupo mangia frutta, con i gessetti, poi prendevamo la bici e andavamo a gironzolare per le vie vicino a casa...quelle amicizie sane, semplici, poi con tre anni di differenza ognuno aveva iniziato ad avere amicizie diverse, ma quei rapporti non si cancellano. Un paio di giorni prima della tragedia ci eravamo intraviste alla fermata dell'autobus, mi chiedo ancora perché non mi abbia chiesto aiuto, forse per lo stesso motivo che non lo chiedo io, ero lì, due parole e magari qualcosa si risolveva.
Non si può sopravvivere ai figli, no, non é possibile, non é concepibile, non é umano. Continui a respirare ma non hai più valide motivazioni per andare avanti, penso che tutto inizierebbe a scivolare addosso, niente avrebbe più importanza. Tantissime famiglie ce la fanno portando nel cuore chi hanno perso. Sono dei leoni. Li ammiro.
Breve storia triste...ho il reflusso che sappiamo benissimo non essere tale. Stavolta non li spendo 220€ dal pseudo luminare. Ma ho quella cosa. Inutile far qualcosa, non c'è nulla da fare se non attendere!
Martedì.
Oggi di nuovo forte dolore sulla cica-tattoo ..Ho pensato al vulcano, il meccanismo è lo stesso, é attivo, ogni tanto si fa sentire ed esce solo fumo, altre volte lava ed erutta per bene creando panico ..
Genitori e figli
Non sempre, ma fino ad una certa età dei figli, la colpa del loro operato è dei genitori. Almeno il 99%.
Alla mia epoca erano più le volte che ti veniva negato qualcosa e allora lottavi per ottenerlo, mettevi in funzione tutte le tue energie senza telefoni, video, chat, filmati.. oggi avviene l'esatto contrario, tutto viene concesso! Così sta buono, così non rompe, così mi adora, così si tiene occupato e io faccio i cavoli miei (lavoro, impegni, etc)... e così li abbandoniamo! Dov'è finito il dialogo? L'ascolto? La messa in discussione. Il rimprovero. L'esame di coscienza. Non esiste. Li stiamo rovinando, stiamo crescendo degli esseri che resteranno a lungo immaturi, fragili, senza grinta, senza stima.
Stamattina una ragazza di 12 anni era in attesa di entrare a scuola, ad un certo punto mette giù lo zaino e scappa via. Senza telefono. In tasca chiavi di casa e portafoglio. L'hanno cercata per ore. L'hanno poi ritrovata in una località di mare a 65km da casa. A 12 anni scappi via. Perché? Genitori separati, ognuno con la propria vita, bisogno di evadere? Bisogno di farli sentire in colpa? Bisogno di farsi notare? Bisogno di... è arrivata a quel punto perché... non é riuscita a parlare con un familiare prima? A scuola? Il servizio di ascolto? Spesso ci sono luoghi e persone preposte ma manca la fiducia, io mi confido ma tu non mi difendi quando ne ho bisogno. Non ti parlo dei miei problemi nel luogo dove ogni giorno mi sento a disagio... una volta avevamo il diario dei segreti. Serviva. Serviva per arrancare fino al giorno seguente, e a quello dopo ancora.. in qualche maniera ci si liberava dai pesi che un bambino/un ragazzo non dovrebbe mai affrontare da solo.
Ve lo ricordate? Era il mio blog...
Oggi copio e incollo un monologo di 3 anni fa. Da quando l'ho sentito non me ne sono più separata. Vi invito a leggerlo bene.
“Non chiamateci guerrieri, non abusate della magniloquenza del ‘sta lottando come un leone’, non gonfiate il petto con il ‘non arrendersi mai’, rivolto a chi si aggrappa con tutte le sue forze alla speranza che il cancro non prenda il sopravvento. Così, bellicosi come apparite, non ci fate del bene, non ci incoraggiate, anzi, aggiungete angoscia ad angoscia. Morire sarebbe una resa? Soccombere significa non aver guerreggiato bene? Dove si sbaglia? Che tattica avremmo dovuto usare? Forse al dolore bisogna aggiungere l’umiliazione di una battaglia campale condotta male?
Sappiate che soffrire per scacciare l’ospite indesiderato, come lo chiamava con una sensibilità che ancora mi commuove Gianluca Vialli, non è come ne “Il settimo sigillo” di Ingmar Bergman dove Max von Sydow gioca a scacchi con la morte. E, se sbagli la mossa del cavallo, allora meriti la sconfitta definitiva? Il cancro ha fatto scacco matto. La ‘guerra’ contro il cancro è, piuttosto, una sequenza di notti insonni, di paura quando entri nel tubo della risonanza magnetica o della tac, del terrore di guardare negli occhi chi ti ha appena fatto un esame, di gioia se quegli occhi esprimono soddisfazione. Un altro ostacolo superato, tra un po’ ne arriverà un altro. Una ‘guerra’ fatta di attese, sofferenze - sono i farmaci - debolezza, dove sai che la tua volontà è importante, ma non è l’arma determinante, e che invece degli squilli di tromba di chi ti esorta a fare il gladiatore, chi si sta impegnando allo spasimo per uscirne vivo avrebbe bisogno di affetto, di vicinanza, di attenzione, di ascolto, di non essere lasciato solo, di vita, e ha bisogno di oncologi che sono sempre più bravi, della scienza che continua a mettere appunto cure sempre più efficaci e plurali. La ‘guerra’ la fa la ricerca condotta da eroi e spesso trascurata da chi ha le redini dell’autorità pubblica. Lo dico per fatto personale. Scusate l’impudicizia, ma non ne potevo più”.
Standing ovation👏
cit. G. C.
Che profumo usi? SVITOL!
Ebbene. Lo metto tutte le mattine, ehehehehe! Non potrei uscire di casa altrimenti. La ruggine con l'età avanza!
Scherzi a parte. Anche oggi ho dei bei doloretti, delle fitte abbastanza importanti, meglio di ieri che mi girava anche la testa, ma danno fastidio. Comunque, oggi giornata tranquilla quindi ho il tempo di riguardarmi un po'. Non ho voglia di star lì a preoccuparmi. Anzi, oggi quasi ho voglia di farmi i complimenti, di provare un minimo di stima per me stessa, e guarda, pure essere felice! Ce la farò in quest'impresa?! Sto per finire di lavorare, poi ho dei giretti da fare e poi corro a casa. Musica, gym, relax, nanna, tv, di solito cucino per i miei figli, ma stasera si accontenteranno di cibo pronto e appena sfornato, mi sa.
Mentre scrivo ho già sonno, sonno arretrato, probabilmente. Più bevo caffè e più mi addormento. Quando mi hanno creata devo essere uscita con una formula inversa. Non é possibile. Forse la caffeina fa effetto quando sei giovane, e io non lo sono più.
Settimana battagliera
Non sarà una settimana facile.
Sto già gridando dentro. Dalla paura e dal dolore. Già lo provo. Non so come andrà. L'esame che andrò a fare non mi piace, e a chi piace?!, é pesante, e poi ho paura, mi bucano con un agone e mille fili e poi il liquido che scende, il calore, quella stanza fredda, lì da sola, e un referto da ritirare. Un esito che vorrei sapere, devono dirmi qualcosa, insomma é la prima volta in quell'istituto ma non possono farmi uscire, sempre che io esca sulle mie gambe, così verso l'ignoto.
E il digiuno. Digiuno obbligato mai piaciuto.
Dalla mia ho che arrivo lì abbastanza carica, senza aver fatto colazione (pasto più importante della mia giornata) con la mia solita pressione sotto zero, c'è poco da essere carichi, POI, é il "poi" il problema, dentro di me parte un traffico di pensieri ed emozioni tutti a mio sfavore. Non ragiono più, partono degli attacchi d'ansia che non riesco a controllare neanche con la respirazione. Come si può pensare che uno respiri in questi frangenti?! "Ciao, sono Ansia!" (Inside out 2) sono proprio così ma senza frangetta arancione.
Mi rattrista tanto stare male. Ho una voglia di sentirmi forte e in salute. Di rivedermi con i capelli lunghi. Senza borse sotto gli occhi, un sistema linfatico passivo che non accenna a migliorare. Non accadrà più. Lo so. E mi manca. Tanto. Una vecchia decrepita che va in giro e vorrebbe oscurarsi ogni qualvolta incontra qualcuno.
Dai, me lo dico da sola, forza! Ordine del giorno: pensare positivo!!
Bacio
Ho paura. E ho freddo.
10.50 appena passato il dottore...mi ha fatto un sacco di battute, mi ha messo a mio agio ..un pacca sulla spalla e la prossima sono io...
1. Ho pianto, perfino le orecchie erano bagnate
2. Stavo per svenire, formicolio fino al collo oltre che alle mani, tremore a non finire
3. Mi hanno bucata 4 volte. Il dolore alle volte ti trapassa fino al cervello. Cercavo di distrarmi pensando al profumo di pulito che sapeva la divisa dell'infermiere, l'unico appiglio perché nessuno e dico nessuno è entrato a consolarmi, sono rimasti tutti dall'altra parte della finestra
4. Hanno dovuto chiamare un medico perché l'infermiere non riusciva ad attaccarmi l'ago
5. Il braccio sinistro non riesco neanche a muoverlo, me l'hanno massacrato. Alla fine hanno inserito l'ago a destra.
6. Sentire il liquido che ti scorre per tutto il corpo e il calore che crea non è piacevole
7. La prossima volta metterò il mascara waterproof perché sono uscita (barcollando) con due occhi neri
8. Ho il cd ma non mi hanno anticipato nulla 😪
9. Sono già al lavoro
10. Sono molto provata
11. Anche triste, tanto
12. E dolorante. Gliel'ho detto che non ce la faccio più
13. Cmq carini, gentili, cortesi... ho ricevuto tanti complimenti in una sola mattina..
14. E sono triste. A me questi esami buttano giù tantissimo. I miei figli sono a scuola e poi hanno pattinaggio, fino a stasera praticamente nessuna coccola e invece ne avrei bisogno. Sento il loro profumo e mi rivitalizzo, invece...
15. Ho freddo.
Sono proprio una fifona.
Porco giuda. Vi inviterei a spiarmi durante gli esami. Pianti, tremori, urla di dolore... stavo proprio riflettendo su questa ennesima giornata, ormai dovrei sapere come funziona e invece ogni volta é devastante. Stamattina sentivo perfino le vene contorcersi.
Non é l'oblò. Non é la stanza. É il dover affrontare una realtà dura, una quotidianità difficile da accettare, un destino avverso, una fragilità che non ha mai fatto parte di me. La forza, il coraggio e la grinta vengono improvvisamente meno. E lì sei da solo. Sono completamente sola. L'empatia deve essere il punto cardine di ogni professionista dentro alle quattro mura di un istituto sanitario. Non può mancare. Io ne sento l'estremo bisogno. Non c'è vitamina c, b12, etc che tenga, si parla di rapporti umani, quelli non possono mancare. Oggi un infermiere mi ha detto, mentre piangevo, di stare tranquilla perché lì capivano il mio stato d'animo e che non mi dovevo vergognare. Un pochino mi vergogno, alla mia età atteggiarsi come una bambina... però bisogna trovarcisi per capire. Spero di essere sempre scusata!
Si va avanti soffrendo. Così sarà la mia vita. La terapia ti distrugge. Chiuso. Non si torna mai come prima. E io sto diventando un relitto. Non ero una campionessa olimpionica, ma una brava sportiva sì, ora se faccio le pulizie di casa MUORO! Azzo! Non si può, non si può!! Certo, non demordo, non mi tiro indietro..mesi fa ero appesa su una scala traballante, il soffitto e un infisso sporgente che mi permetteva di tenermi dura...il pericolo è il mio mestiere...devo, altrimenti, senza adrenalina non vivo. Quand'ero giovane, ho fatto un viaggio in Finlandia a gennaio da sola, all'improvviso mi hanno dato 5gg di ferie, capite che non potevo restarmene a casa, e così dove si va a gennaio?! Al Polo!!! Bene, un pomeriggio c'era un tramonto pazzesco e per fotografarlo sono salita sopra il tetto di una casa tutto innevato! Eh già, questo è, questa sono, io non mi fermo davanti a nulla. Facendo attenzione ⚠️ ma niente mi impediva di provare, fare, scoprire, esplorare, ORA SI. E questo mi fa male, mi divora la felicità. Quando potrò fare di nuovo paracadutismo? E chi lo sa. Prima o poi prenderò e andrò, mica posso fare vita da rsa. Spesso ci si ammala stando fermi sul divano e si guarisce uscendo fuori. Io con la febbre a 40 di solito vado a fare passeggiate di 5-6km e quando torno a casa, non dico di non avere più nulla, ma mi sento decisamente meglio di quand'ero partita!
Va bene, vi ho raccontato la mia dose di negatività anche oggi, vi benedico, statemi bene, a domani!
Nottata passata a scacciare i crampi ai tendini, mi si deformavano le dita dei piedi, il piede partiva e andava verso l'interno, all'altezza del polpaccio ma sui lati, la caviglia, sulla pianta dei piedi, sarò salita e scesa dal letto una decina di volte, distrutta perché non passava. Mi appoggiavo sul comò per sostenermi e spingere bene i piedi sul parquet ma non sempre passava subito, anzi, alle volte neanche camminando. Ad un certo punto evitavo perfino di scendere dal letto perché la testa dormiva e quindi cercavo di resistere, massaggiando un po'. Una romantica notte, insomma. Tanto nessuno mi sa dare una spiegazione. Riferito a chiunque in questi anni e nessuno si è mai pronunciato. É dovuto alla chemio, quale sarà mai l'orrore nel pronunciare queste parole?! Lo sanno tutti che la terapia lascia dei danni non sempre riparabili, quindi?! I medici dovrebbero ammettere che la medicina ha dei limiti, si vergognano? Cos'è un gioco? Vabbè, allora facciamo che io lo so e visto che loro non lo sanno, li informerò. Incredibile!
Mi ha colpito moltissimo una recente testimonianza di una famosa "ho elaborato il lutto di quella che ero prima della chemio e che non sarò mai più", é una frase di un peso enorme, non è facile e non è da tutti, eh.
Ad oggi io potrei dire che "sto ancora elaborando il lutto". Un lutto a livello fisico più che psicologico, che poi vada ad incidere a livello psicologico sì, certamente. Ho accettato tutte le modifiche a livello caratteriale: ero sensibile, ora lo sono il doppio, l'emotività era al 45% ora all'88%, accettavo forse un po' tutto, ora sono più determinata ad avere poco ma il massimo soprattutto dalle persone che mi stanno accanto, non cerco la folla di fans, ma quelli che ci sono, sono tesori inestimabili. Chi mi ferisce viene eliminato.
Non é lo stesso a livello fisico, dolori costanti a parte, mi mancano i capelli belli, lucenti, lunghi....ecco, quelli ho ripreso a perderli, in determinati punti non ne ho, non stanno come vorrei, sono spenti, affaticati, e mi sento sempre a disagio quando esco, così preferisco girare con la testa coperta. Purtroppo pezzenti se ne trovano sempre!
Ultimamente sono stata molto male, si era creato un groviglio disordinato dentro me, una sofferenza non sempre facile da gestire. Mi sembrava di essere incastrata in un groviglio di idee, pensieri, situazioni e dolori che più volte mi portavano a considerare idee estreme. Non é facile gestire sempre tutto, soprattutto quando le cose si accavallano.
Così, ieri mattina, ho preso il telefono e contattato il mio parrucchiere di fiducia.."Ciao Gianni, sono..., hai presente i miei capelli..., sai quello che ho avuto...., cosa mi consigli..., io pensavo a..., posso venire stasera..." "stai tranquilla, capisco, la tua è un'ottima idea, vieni, ti aspetto.."
Ore 20.40 sono uscita completamente diversa da quando ero entrata in negozio alle 18.45. Diversa. Aveva realizzato un qualcosa che mi permetteva di non vergognarmi più, di sentirmi a mio agio, bene con me stessa, serena. Ecco la parola chiave, la serenità! Di quella avevo bisogno!! E mi ha dato l'opportunità, grazie alla sua bravura, ai suoi prodotti e anche alla sua sensibilità, di raggiungerla! Sono contenta di aver voluto fare qualcosa per me stessa e di aver potuto trovare chi ne era capace sotto tutti i punti di vista!
Tanta roba.
Domani. Me n'ero completamente dimenticata. Domani 6° piano. Uno dei pochi posti al mondo dove non vorrei andare. Spero non mi venga un attacco perché lì proprio non voglio andare. Vediamonquante ore dovrò passare lassù.
Stamattina ho avuto un brusco abbassamento di pressione..ero da poco scesa dall'auto e stavo per entrare in chiesa. Mi sentivo le spalle pesanti. Non so, camminavo ma era faticoso andare avanti. Non avevo nulla da prendere con me. Dovrei sempre avere qualcosa di dolce. Ho passato l'intera Messa seduta. Ho provato a stare in piedi, non ce la facevo. La sera avevo perfino mangiato carne e un calice di vino rosso..eppure, mi sentivo peggio di altre volte.
Sarò ripetitiva ma sono talmente stanca di stare male..crampi, dolori, ematomi, pianti, svenimenti..
Settimane davvero ingarbugliate.
Incontri extraterrestri, sarebbero persone se avessero un cuore ma sembra che nella sanità ogni tanto, uno su mille NON ce la fa.
Gioie. Dolori. Stress cosmico.
Poi i figli si ammalano come mai prima d'ora. Notti insonni e preoccupazioni.
Molli tutto e non pensi ad altro.
'Nden vant.
Fatela finita con queste guerre!
Ci preoccupiamo tanto delle guerre lontane e giudichiamo chi per risolvere le questioni usa missili e bombe contro tutto e tutti, ma non ci accorgiamo che ogni giorno con i nostri atteggiamenti, ognuno di noi ferisce l'altro. E non é guerra questa?! L'indifferenza, lo sputtanare, il bullismo chi lo condanna é proprio colui che lo mette in pratica ogni giorno e/o alla prima occasione si gira dall'altra parte...e quindi?
Quando parliamo della guerra, di quale stiamo parlando? Partissimo da noi, dai piccoli gesti, dal rispetto e dall'onestà forse poi tutto quest'odio non si ingigantirebbe arrivando a creare situazioni dolorose.
L'odio è insito nel cuore di tanti, purtroppo. Addirittura, ogni tanto, ma sempre più spesso, lo Stato "scusa" gli assassini. Abbiamo un sistema sbagliato che va controcorrente.
Certo, le guerre, quelle che per colpa di certi capi di governo, uccidono innocenti, quelle che ti strappano mamma e papà e ti lasciano orfano senza cibo, acqua, giochi, amici...quei piccoli li ospiterei subito a casa mia, una carezza, un sorriso..invece pratiche infinite, soldi, controlli e nel frattempo loro vagano senza meta col cuore spezzato, infreddoliti, impauriti, rischiando la vita...ripudio la guerra e ogni persona che diffonde odio: fate schifo. Mi auguro che prima o poi queste persone possano provare ciò che provocano sulla loro pelle.
Questa notte ho avuto un malore. Erano le 03.30 circa. Un crampo fulminante alla gamba che non so neanche come ho fatto a togliermi le coperte e alzarmi perché in quel momento tutto si blocca. Mi alzo, cerco in qualche modo di appoggiare il piede a terra velocemente perché contemporaneamente mi sento male. Dovevo correre in bagno perché la sensazione era quella di dover vomitare e invece..appoggiata al lavandino ho iniziato a sentirmi male, non so spiegare, ma sicuramente un importante abbassamento di pressione. Mi sono subito distesa a terra (svenire in bagno é abbastanza pericoloso) e ho alzato le gambe sul bidet ma mi batteva il cuore e ansimavo. Non ero pallida, ero gialla trasparente, dico io. Le mani cominciavano a formicolare. A quell'ora tutti dormono e profondamente. Dovevo cavarmela da sola. Ci vuole autocontrollo. Bisogna restare sul pezzo e ascoltare il proprio corpo per poterlo, pian piano, portare ad uno stato di normalità. Sono rimasta a terra un bel po', tanto da congelarmi la testa. Ho pensato seriamente di chiamare l'ambulanza ma poi, i figli, a chi li lasci? Non è proprio semplice. Spero passi in fretta perché mi sento veramente debilitata. Stamattina ho mangiato una pallina energetica, é stato il massimo. Vediamo come procede, già mangio poco, se tolgo anche quello allora la situazione potrebbe diventare critica. Ho i globuli bianchi bassi e devo fare attenzione ⚠️ mi scoccia dover utilizzare la mascherina.
Aggiornamento del giorno dopo: se ieri poi sono stata colta da una bella influenza intestinale oggi ho rimesso ma non mangiando, é stato anche abbastanza indolore. Continua però questo stato di malessere che non mi fa trovare pace. Nel frattempo i kg sulla bilancia scendono. Come potrebbe essere altrimenti!
Ecco, perfino la Lego.
Belli i giochi delle nuove generazioni..
Ve li ricordate questi, invece? Ne avevo tantissimi e tutti diversi. Un'altra epoca. Un'epoca sicuramente più sana, più semplice. Si viveva con l'essenziale ed invece ora la parola d'ordine è superfluo. Hanno tutto e di questo tutto si stancano subito. Si dà poco valore a quello che si ha e che non tutti hanno ma vogliamo sempre di più, peccato che a quel di più non siamo completamente interessati. Avere tanto e tutto per noia non è costruttivo, il genitore deve saper mettere dei paletti, il "no" sembra essere passato di moda, ma era quello che ci faceva crescere e maturare, quello che ci portava a lottare per ottenere qualcosa.
04.10.1926 - 08.03.2022
Mentre oggi, come ogni anno, si festeggia una data ricca di storia, una giornata importante per noi donne, io ricordo l'anniversario della perdita di una grande donna, della mia nonna.
Mi manca.
L'avevo vista a casa sua l'ultima volta il 30 gennaio, poi è stata trasferita in una rsa dove, non avendo fatto la 3 dose, io non potevo entrare.
Pochi giorni prima del suo compleanno aveva avuto un ictus e dà lì é stato tutto più difficile. Parlava ma non la si capiva più. Non riusciva più a mangiare. Finché era in ospedale l'andavo a trovare molto spesso, le avevo fatto l'abbonamento alla televisione così poteva distrarsi e le portavo il caffè in un thermos che a lei piaceva tanto. Sapevo come sarebbe andata a finire, già l'abbracciavo disperandomi ogni volta. Le facevo tante carezze e le ripetevo sempre quanto le volessi bene. Una volta dimessa, a casa le avevo portato la tv in camera. Dove stare comoda, doveva passare il tempo. Aveva una badante ma a lei non piaceva tanto e poi le dava proprio fastidio essere dovuta ricorrere ad un aiuto. Assomiglia a qualcuno??!? Mia madre non le dava tanta importanza, mio fratello, eh lui non ha tempo per queste cose, lui è troppo superiore, ma vaffanculo. Io c'ero, ero lì, non riuscivamo più a telefonarci quindi tra il lavoro, i figli, la dad a scuola, lo sport cercavo di ritagliare il tempo per farle sentire che c'ero. L'ultima volta che l'ho vista, quando ci siamo salutate e le ho accarezzato il viso, lei mi ha guardato mentre una lacrima le scivolava lungo il viso. Sapevamo entrambe che la fine era vicina.
É stato un cammino lungo, e sono stata molto fortunata ad averla con me per così tanto tempo. Suo marito, mio nonno, era mancato quando avevo 3 mesi. Viveva in un quartiere tranquillo di Mestre, in un bellissimo e spazioso appartamento che sapeva di lei. Molto luminoso. Aveva perfino l'angolo bar. Con lei ho condiviso tutto. Entrambe brontolone, entrambe amanti dei viaggi, del buon cibo, dei film thriller, della musica, dello stare insieme, del "ce la faccio da sola" o "non chiedo aiuto, non ne ho bisogno". Era intraprendente, sprintosa, sensibile, negli ultimi anni aveva visto tante amiche andarsene e non è sempre stato facile. Ha conosciuto i miei figli e visti crescere. Mi ha sempre fatto tanti regali, sempre dato la mancia, sempre consolata, difesa, amata. Lei c'era. C'è. E provvede.
Mi manca.
Giusto per essere chiari..
Gli eventi accadono quando meno te l'aspetti, quindi meglio scriverlo da qualche parte intanto..
Io non voglio essere cremata e non voglio essere sepolta a Marcon. Che sia chiaro.
Vorrei riposare al cimitero di Forno di Zoldo, sempre soleggiato, circondato da prati e montagne. Lì sono amata, sempre trattata bene e col sorriso. É dal '95 che frequento quel posto e conosco quasi ogni angolo, rifugi in primis. Ci andiamo spesso e mi sento a casa. Stiamo sempre bene e ci sono persone meravigliose e luoghi, colori e profumi magici. Lì è ancora tutto genuino e regna la cordialità.
Parola d'ordine ammirare e ascoltare in silenzio. In città non lo puoi fare. La montagna é un dono. I sensi si rilassano e si rinasce.
Purtroppo sono luoghi che sempre più giovani abbandonano, per studiare e trovare lavoro si allontanano dalle famiglie e si trasferiscono nei centri più grandi.
D'estate riusciamo a vivere in pieno quei luoghi, d'inverno è più difficile perché io non scio e quindi porto i miei figli a sciare e io resto lì a congelarmi o mi lancio in discese con lo slittino. Spesso andiamo nella palaghiaccio e poi a rinchiuderci in qualche buon ristorantino tipico.
La terapia, gli esami, i liquidi magici che mi sono vista iniettare in questi ultimi anni hanno aumentato notevolmente la mia sensibilità... (spero non sia dovuto alla vecchiaia), forse ve lo avevo già scritto, comunque sia é così, é un dato di fatto e non proprio a mio favore perché sì, è bene averne una dose, ma troppa non facilita le cose, soprattutto perché non riesco a gestirla e in alcuni momenti é davvero imbarazzante alla mia età.
Quando resto male per qualcosa il mio cuore va letteralmente in frantumi. La gente è in grado di polverizzarmi praticamente e io sono inerme davanti a tanta sofferenza.
Mi riferisco ad un episodio che mi ha segnato particolarmente e me lo porto dentro come fosse successo ieri ed invece risale a cinque mesi fa. Per me invece rapporti con le persone sono sacri, quando instauro un rapporto ci butto tutta me stessa, anche se non è amicizia ma un qualcosa di più superficiale, è la stessa cosa. Credo nei rapporti e se ne ho uno con una persona vuol dire che mi trovo bene. Poi quando all'improvviso viene tagliato, così di punto in bianco senza motivo, stop, un taglio netto, viene azzerato tutto in un secondo allora vi assicuro che é devastante. Non mi do pace. Tante domande, tanti esami di coscienza, ma niente, é una ferita che fa tanto male e che continua a sanguinare. A me dispiace, soprattutto vedere come le persone ti buttano via, io non potrei mai, non potrei più guardarmi allo specchio dalla vergogna, non potrei neanche dormire tranquilla. Invece, probabilmente c'è chi ci riesce. Auguro a quella/e persone, evidentemente marce dentro, di poter provare sulla sua pelle tutto il dolore che ha fatto a me. Questo di cuore. Non capisco come si possa restare indifferenti o eventualmente senza chiarire. Ho perso 6kg in 15gg dal dispiacere. Mi chiedo tuttora cosa possa essere successo, mi chiedo ancora quali colpe possa mai avere, mi chiedo ancora il perché di questo atteggiamento e trattamento.. vorrei tanto, come un tempo, sbattermene, in fondo gente di merda se ne incontra tutti i giorni, ma, forse, quei due/tre messaggi mi facevano sentire bene, o ne avevo bisogno. E ce n'erano tanti, però boh, vai a capire. Forse a una certa, si soffre più per amicizia che per amore, forse si soffre di più per la superficialità delle persone, per l'odio, per la non curanza, ecco, per questo. La presenza delle persone é molto importante, per me è determinante, lo è diventato. É quella pastiglia che devo prendere tutti i giorni.
Forse bisogna ammalarsi per arrivare a capire questo, forse bisogna essere empatici, altruisti.. non saprei. So che quando si ricevono queste botte, si soffre tanto.
Presto la neve si scioglierà e allora è tempo di pensare alle nuove imprese, direi due, come lo scorso anno. Avete suggerimenti? Volevo trovare qualcosa di simile all'Antermoia e non al Tissi, mai più. Mai sofferto così tanto, per me quello é diventato davvero troppo. Al Sorapiss ci sono già stata...oppure pensavo di rifare le Tre Cime, arrivare al Locatelli, potrebbe essere un'idea visto che l'ultima volta che ci sono stata ero alle medie?! E un'altra meta potrebbe essere il Passo Pordoi/Piz Boé. Che ne dite? Bisognerà aspettare maggio perché si sciolga la neve a quelle altitudini. Pensate sia un azzardo o é fattibile?
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